PROTEZIONE DEI DIPENDENTI DAL RISCHIO ELETTROMAGNETICO

RIDUZIONE DI RISCHIO ALLA FONTE

  • Il nanoprocessore SkudoWave/SkudoHologram è un dispositivo che riduce il rischio alla fonte in quanto non viene applicato direttamente sull’uomo, ma sul cellulare (ossia là dove il rischio viene generato) per ridurre il rischio fisico degli effetti elettromagnetici che la stessa apparecchiatura genera qualora l’operatore, non seguendo le istruzioni dei produttori di telefonini, decida di non staccare il cellulare dal corpo durante l’uso
  • Rappresenta una misura tecnica di prevenzione.
  • È un prodotto di libera vendita in quanto prodotto sicuro (codice del consumo D.L. 6/9/2005 N° 206 ART. 103 c1 lettera A).
  • Su SkudoWave/SkudoHologram non va imposto il marchio CE in quanto non è equiparato ai DPI (Dispositivi di Protezione individuale), come in seguito specificato.
  • È utilizzabile anche per altre apparecchiature elettroniche poiché è in grado di ridurre il “disturbo” sull’uomo che può essere generato dall’emissione elettromagnetica dell’apparecchiatura.
  • Può essere DEDUCIBILE DAI COSTI anche in riferimento alla legge 81/2008
  • Non applicando SkudoWave/SkudoHologram, il datore di lavoro e il RSPP dovrànno trovare altri sistemi in grado di garantire la salute dei lavoratori non escludendo i DPI come guanti o l’uso del vivavoce.
  • In fattura verrà indicata la dicitura “riduzione rischio fisico alla fonte (legge 81/2008 art. 182 comma 1)” oltre a prodotto sicuro (codice del consumo D.L. 6/9/2005 N° 206 ART. 103 c1 lettera A).

 

 

 

 

 

 

 

 

VALUTAZIONE DEI RISCHI IN AMBIENTE DI LAVORO

Rischio fisico generato da campi elettromagnetici artificiali – Decreto Legislativo 9/4/ 2008 n. 81 ed integrazioni

OBBLIGHI DI LEGGE
Il riferimento normativo per la sicurezza nei luoghi di lavoro è  il decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 “Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”. Le disposizioni specifiche in materia di protezione dei lavoratori dalle esposizioni ai campi elettromagnetici sono contenute nel Capo IV del Titolo VIII – Agenti fisici così come modificato dal Decreto Legislativo 1 AGOSTO 2016 N.159 (GU N. 192 del 18-8-2016) che ha recepito in Italia la DIRETTIVA 2013/35/UE.

L’Art. 180 del Decreto stabilisce che, tra gli agenti fisici da prendere in considerazione per l’esecuzione del fascicolo della Valutazione dei Rischi, vi sono i campi elettromagnetici.

L’Art. 28 nel comma 1 lettera a) stabilisce che tale documento deve contenere una “relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa” ,

Nell’ Art. 18 (Obblighi del datore di lavoro e del dirigente) alla lettera z) del comma 1 si legge che tali figure devono “aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;”.  Questo vuol dire che se vengono immessi in commercio sistemi e dispositivi che rappresentano un’evoluzione della tecnica di prevenzione o protezione dei lavoratori, allora è il caso che siano presi in considerazione e forniti ai lavoratori.

SkudoWave/SkudoHologram non è equiparato ai DPI (Dispositivi di Protezione individuale), in quanto non si applica sulla persona ma sul cellulare o sul cordless per la riduzione del rischio fisico alla fonte.

DEFINIZIONE DI DPI
“Si intende per dispositivo di protezione individuale qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo” (Art. 74 del D.Lgs 81/07)
Essi sono “ I prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che l’indossi, o comunque li porti con sé, da rischi per la salute e la sicurezza” (Art. 1 c.2 D.Lgs 475/92)”
L’art. 75 stabilisce che i DPI debbono essere usati quando i rischi non possono essere evitati o ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva o metodi di riorganizzazione del lavoro.

I DPI devono essere prescritti solo quando non sia possibile attuare misure di prevenzione dei rischi (riduzione dei rischi alla fonte, sostituzione di agenti pericolosi con altri meno pericolosi, utilizzo limitato degli stessi), adottare mezzi di protezione collettiva, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro”. (Tratto da ASL di Bologna pag. 4 “Dispositivi individuali e collettivi” – Commento legge 81/2008)

 

 

 

 

 

SENTENZE PER MALATTIA PROFESSIONALE
DA USO DEL CELLULARE IN AMBIENTE DI LAVORO

2020 SENTENZA CORTE D’APPELLO DI TORINO: Caso Romeo

2017 SENTENZA TRIBUNALE DI IVREAIl Tribunale di Ivrea ha condannato l’Inail a corrispondere al lavoratore, un 57enne dipendente di Telecom Italia che utilizzava il telefono dalle 3 alle 4 ore al giorno, la rendita vitalizia da malattia professionale (invalidità del 23%).Il medico nominato dal giudice Luca Fadda – che ha riconosciuto una rendita vitalizia da malattia professionale – spiega perché ha deciso di scartare dalla sua perizia la letteratura scientifica “infettata” dall’industria del settore, alla quale si è finora spesso fatto riferimento durante le cause

2017 SENTENZA TRIBUNALE DI FIRENZE: Il presidente della sezione lavoro Vincenzo Nuvoli ha condannato l’Inail a versare un indennizzo sotto forma di rendita vitalizia al signor Alessandro Maurri, fiorentino, 60 anni appena compiuti, a cui ha riconosciuto un 16% di invalidità derivante dal tumore causato dall’uso del cellulare

2012 SENTENZA TRIBUNALE DI BRESCIA: Un ex direttore finanziario di una multinazionale bresciana, il sig. Innocente Marcolini,  avendo utilizzato per anni il telefono cellulare per motivi di lavoro, si è ammalato gravemente di tumore al trigemino (area della testa dove teneva spesso il telefonino a contatto);  la sentenza  ha confermato il nesso causa-effetto per cui l’INAIL ha dovuto ritenerlo invalido all’80% e corrispondergli una rendita. In questo caso specifico l’INAIL si è rivalsa sul datore di lavoro e sul responsabile per la sicurezza che non avevano preso specifiche precauzioni sul rischio fisico generato da campi elettromagnetici.

Queste sentenza rappresentano un importante precedente se non vengono per tempo adottati idonei sistemi di prevenzione e protezione dalle fonti di emissione elettromagnetica.