TAR: il Ministero deve informare sui rischi dei telefonini

TAR: il Ministero deve informare sui rischi dei telefonini

TAR: il Ministero deve informare sui rischi dei telefonini. Entro sei mesi la campagna informativa

16 GENNAIO 2019
“I MINISTERI dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, entro sei mesi al massimo, dovranno adottare una campagna informativa sulle corrette modalità d’uso di telefonini e cordless e sui rischi per la salute
e per l’ambiente connessi a un loro uso improprio. L’ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo parzialmente un ricorso proposto dall’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog” (Repubblica 16 gennaio 2019).

15 NOVEMBRE 2011
Il Consiglio Superiore di Sanità (Ministero della salute)
ha affrontato la questione dei rischi potenziali connessi con l’uso dei telefoni cellulari già nella seduta del 15 novembre 2011. In linea con gli studi della Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) che ha classificato le radio frequenze nel gruppo 2B (possibili cancerogene per l’uomo) e in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio, pur rilevando che non esiste dimostrazione di alcun rapporto di causalità tra l’esposizione a radiofrequenze e le patologie tumorali, riconosce che le attuali conoscenze scientifiche non consentono di escludere l’esistenza di causalità in caso di uso molto intenso del telefono cellulare.

Il Consiglio pertanto, pur non quantificando il significato di «uso molto intenso del cellulare», conclude che, soprattutto per quanto riguarda i bambini, vada applicato il principio di precauzione in relazione ad un’educazione all’utilizzo del telefono cellulare, non indiscriminato ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità.

Il documento termina con l’informazione circa l’avvio da parte del Ministero della salute di una campagna d’informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato dei telefoni mobili.

LA SUDDETTA CAMPAGNA
NON E’ STATA MAI ATTUATA

nonostante le recenti sentenze del tribunale che hanno accertato il nesso causa-effetto fra l’utilizzo del cellulare e l’insorgere di una patologia cancerosa

MA
OGGI IL TAR

“… constatato che “nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la preannunciata campagna informativa non risulta essere stata ancora attuata”, ha ritenuto di dichiarare “l’OBBLIGO del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, avente a oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi.

La predetta campagna d’informazione e d’educazione ambientale dovrà essere attuata nel termine di sei mesi dalla notifica” della sentenza “avvalendosi dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute” (Fonte Repubblica 16 gennaio 2019).

Fonte: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/01/16/news/tar_ministeri_informino_sui_rischi_dei_telefonini-216696504/

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Allontanare il cellulare dal corpo (Report RAI3)

Allontanare il cellulare dal corpo (Report RAI3)

REPORT: SU RAI3 PARLANO I MASSIMI ESPERTI DI RADIOFREQUENZE
TENETE IL CELLULARE A DISTANZA DAL CORPO E TOGLIETELO AI BAMBINI

La trasmissione Report di Rai3 di lunedì 26 novembre 2018 ha scoperchiato il problema della pericolosità dei cellulari, e non solo.

Di seguito una parziale trascrizione della trasmissione:

IL PROFESSOR GANDHI, massimo esperto di elettromagnetismo, un tempo anche consulente per l’industria, è stato fra i primi al mondo a valutare l’assorbimento delle radiofrequenze nel cranio dei bambini.

“Lo spessore dell’orecchio in un bambino è molto più piccolo di quello di un adulto. Quando uno appoggia il telefono vicino al cervello, per ogni millimetro c’è un aumento di esposizione alle radiofrequenze dal 10 al 20%”.

DEVRA LEE DAVIS, l’epidemiologa statunitense premio Nobel, nel 2010 ha scritto il libro “Disconnect” sulle verità dei cellulari e sulle contraddizioni dei tanti studi scientifici pilotati dall’industria. “La gente non sa che anche quando non stiamo parlando, il nostro cellulare continua a ricevere segnali dalle antenne e le radiazioni penetrano nei tessuti”

A CHE DISTANZA DOVREMMO TENERLO?

“Bastano anche pochi centimetri, la distanza è nostra amica. Ogni singolo millimetro di distanza diminuisce l’esposizione del 15%”.

MARC ARAZI, Presidente Ong Phonegate alert
Emissioni SAR dei cellulari (il sar viene calcolato dagli stessi produttori di cellulari)
Nel 2015 Marc Arazi si imbatte nei test effettuati dall’Agenzia Nazionale delle frequenze che aveva testato l’utilizzo reale ciò a contatto diretto con il corpo di diverse centinaia di telefoni cellulari.

In base a questo test è emerso che 9 telefoni su 10 superavano i limiti.

Prima del 2016 il SAR in Europa veniva calcolato ad una distanza fra i 15 e 25 mm dalla pelle (come se il telefono si usasse sospeso a 2,5 cm)

Una volta scoperto che 9 telefoni su 10 superavano le soglie regolamentari europee, hanno cambiato la legge. Ora c’è l’obbligo di testare i cellulari a una distanza massima di 5 mm, almeno così dice l’Agenzia Nazionale delle frequenze, ma nel documento si parla di un generico “qualche millimetro di distanza”.

Quindi i consumatori sono stati truffati? , quando hanno immesso i telefoni sul mercato, sapevano perfettamente che stavano sovraesponendo in modo estremamente importante, acuto e cronico migliaia di utenti in tutto il mondo”.

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È un vero peccato
che si ponga sempre l’enfasi sul problema
e mai sulla soluzione scoperta proprio in Italia:
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Sentenza di Ivrea: riconosciuto nesso fra tumore al cervello e uso del cellulare

Sentenza di Ivrea: riconosciuto nesso fra tumore al cervello e uso del cellulare

Riconosciuto il nesso di causa-effetto tra il tumore al cervello e l’uso del telefono cellulare ripetuto nel corso della giornata. la Sentenza di Ivrea.

Sentenza shock: l’uso non corretto del cellulare è causa del tumore al cervello. La prova è stata raggiunta nel corso di una causa davanti al tribunale di Ivrea: il giudice ha appena emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’Inail a risarcire gli eredi di un dipendente Telecom che, per 15 anni, aveva utilizzato il telefonino per tre ore al giorno.

Non è la prima volta che, in un tribunale italiano, viene affermato il principio secondo cui il cellulare provoca il cancro al cervello. Già nel 2012 la Cassazione aveva raggiunto la medesima convinzione ritenendo sussistente una «ragionevole certezza» (e non la semplice probabilità) dell’esistenza di un legame tra tumore e le radiazioni elettromagnetiche emesse dal cellulare. Insomma, chi per lavoro è costretto a utilizzare spesso il telefonino e non usa gli auricolari per propria incuria può ugualmente ottenere, a seguito della diagnosi di un tumore al cervello, il risarcimento per la malattia professionale. E non conta che sia stato il dipendente stesso a non prendere le dovute precauzioni dalle onde, cosa che sarebbe ben possibile utilizzando anche un auricolare bluetooth.

La sentenza del Tribunale di Ivrea riconosce quindi il forte legame che sussiste tra il cancro al cervello e l’uso di un telefono cellulare fanno sapere gli avvocati che hanno patrocinato la causa.

Il cellulare fa male. La conferma non è però così recente come sembrerebbe. Già nel 2011 la Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) aveva appurato l’effetto cancerogeno delle onde elettromagnetiche del telefonino, inserendo così il cellulare tra i dispositivo pericolosi (categoria 2b). «Il fatto che nel 2017 i tribunali italiani riconoscano già in primo grado la causa oncogena insita nei campi elettromagnetici generati dal cellulare è il segno del continuo avanzamento delle conoscenze scientifiche» spiega il legale del dipendente ammalatosi, il quale – in conferenza stampa – ha confessato che, inizialmente, aveva creduto di essere affetto solo da un’infezione all’orecchio.

Sulle pagine di Repubblica, l’avvocato Renato Ambrosio spiega: «abbiamo avuto difficoltà sul profilo medico e scientifico perché ci è stato detto che non c’erano prove che potesse creare un tumore, ma è stato detto che non si poteva anche dire il contrario. Questa sentenza invece dice proprio che c’è un nesso causale ed è per questo che ora chi ci governa debba prendersi la responsabilità di fare qualcosa». Ad essere maggiormente esposti al rischio per la salute sono i bambini e le donne in gravidanza.

La sentenza, nel dettaglio, ha il merito di accertare l’esistenza di una malattia professionale che ha avuto come conseguenza un danno biologico permanente del 23 per cento. Ha perciò condannato Inail «alla corresponsione del relativo beneficio a decorrere dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa, oltre agli interessi al tasso legale e l’eventuale maggior danno in misura pari alla differenza tra la rivalutazione monetaria e il tasso legale sui ratei maturati e non riscossi, a decorrere da a decorrere dal 121° giorno dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa».

LA SENTENZA

Tribunale Ordinario di Ivrea

Sezione Lavoro LAVORO VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 452/2015

Tra ROMEO ROBERTO

ATTORE/I

E INAIL

CONVENUTO/I

Oggi 30 marzo 2017, alle ore 11.15, innanzi al dott. Luca Fadda, sono comparsi: ROMEO ROBERTO , assistito dall’avv. S. BERTONE e C. GHIBAUDO

per INAIL l’avv. L. CLERICO.

Parte ricorrente insiste come in atti per l’accoglimento delle domande tutte formulate, reiterando le osservazioni alla CTU della dott.ssa Piscozzi; reitera le proprie difese evidenziando, comunque, che la malattia, all’epoca dei fatti, risultava tabellata.

Parte resistente insiste come in atti per la reiezione delle domande tutte formulate nei propri confronti , reiterando le osservazioni alla CTU del dott. Crosignani del proprio CTO, nonché reiterate al verbale di udienza 28.9.20016, lamentando la mancata prova del nesso causale; contesta in ogni caso che trattasi di malattia tabellata all’epoca dei fatti ed attualmente, poichè all’epoca dei fatti non era prevista “nosologicamente” la patologia denunciata, richiamandosi alla circolare Inail n°47/2008 .

Il Giudice

dato atto, si ritira in camera di consiglio per la decisione e, all’esito, pronuncia il seguente dispositivo, dandone lettura in udienza

Il Giudice

dott. Luca Fadda

Sentenza n. 96/2017 pubbl. il 30/03/2017 RG n. 452/2015

ROMEO ROBERTO INAIL

Tribunale Ordinario di Ivrea

Sezione Lavoro LAVORO VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 452/2015 tra

ROMEO ROBERTO

ATTORE/I

INAIL

CONVENUTO/I

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DEL LAVORO Dr. LUCA FADDA

Avv. R. AMBROSIO, C. GHIBAUDO e S. BERTONE Ricorrente

all’udienza del giorno 30.3.2017 nella causa civile pendente tra ROMEO Roberto

INAIL

contro

Avv. L. CLERICO

ha pronunciato sentenza con il seguente dispositivo

P.Q. M.

ogni altra domanda, eccezione e deduzione respinta, definitivamente decidendo:

A) in parziale accoglimento del ricorso, dichiara che Romeo Roberto è affetto da una malattia professionale che ha comportato un danno biologico permanente del 23% e, per l’effetto,

B) condanna l’Inail alla corresponsione del relativo beneficio a decorrere dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa, oltre agli interessi al tasso legale e l’eventuale maggior danno in misura pari alla differenza tra la rivalutazione monetaria e il tasso legale sui ratei maturati e non riscossi, a decorrere da a decorrere dal 121’ giorno dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa;

B) condanna l’Inail alla rifusione delle spese processuali sostenute da Romeo Roberto, che liquida in complessivi € 2.500,00 per compensi ed euro 43,00, oltre 15% per spese generali, I.V.A. e C.P.A. come per legge, con distrazione delle stesse in favore degli avv.ti Renato Ambrosio, Stefano Bertone e Chiara Ghibaudo dichiaratisi antistatari;

C) pone definitivamente a carico dell’Inail le spese di CTU, come provvisoriamente liquidate in corso di causa.

Visto l’art. 429 comma 1 cpc indica in giorni sessanta il termine per il deposito della motivazione

Così deciso in Ivrea, il 30.3.2017

IL GIUDICE DEL LAVORO dott. Luca FADDA

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/158571_luso-del-cellulare-provoca-il-cancro

Forbes: ecco i cellulari più pericolosi al mondo

Forbes: ecco i cellulari più pericolosi al mondo

Forbes, riprendendo una ricerca di Statista basata sui dati del Bundesamt für Strahlenschutz, l’Ufficio Federale Tedesco per la protezione dalle radiazioni, ha stilato una lista dei cellulari più pericolosi al mondo in termini di livelli di radiazioni emesse. Stupisce che nella lista non compaia alcun cellulare Samsung.

Al primo posto della classifica di Forbes c’è Xiaomi Mi A1 con Android One, a quota 1,75, al secondo posto OnePlus 5T con 1,68 e, a seguire in ordine di pericolosità, Huawei Mate 9 (1,64), Nokia Lumia 630 (1,51), Huawei P9 Plus (1,48), Huawei GX8 (1,44), Huawei P9 (1,43), Huawei Nova Plus 1,41, OnePlus 5 (1,39), Huawei P9 Lite (1,38), iPhone 7 (1,38), Sony Xperia XZ1 Compact (1,36), iPhone 8 (1,32), ZTE Axon 7 Mini (1,29), BlackBerry DTEK60 (1,28), iPhone 7 Plus (1,24).

IL DANNO BIOLOGICO CELLULARE CAUSATO DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI EMESSI DAI CELLULARI È CERTO

Sulla esistenza del danno biologico cellulare non ci sono più dubbi dato che è stato confermato sin dal 2011 dal portavoce dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) di Lione, prof. Kurt Straif il quale, durante una intervista televisiva su Euronews riconosceva esplicitamente che i campi elettromagnetici emessi dal cellulare “alterano i flussi sanguigni cerebrali e che ci sono anche altre alterazioni al DNA”.


USARE IL CELLULARE È PERICOLOSO

L’uso non accorto del cellulare a nostro avviso costituisce un vero pericolo e anche se non si ha ancora la certezza del fatto che il cellulare sia stata la causa, ad esempio, del forte aumento di gliomi (tumore maligno sotto l’orecchio) e neurinomi al nervo acustico, è legittimo sospettare che ci sia una precisa correlazione tra l’incremento di tali patologie  e l’incremento dell’uso del telefonino.

Alla luce delle attuali conoscenze, le spesse Autorità preposte (anche l’ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA’) suggeriscono prudenza nell’uso dei telefonini in virtù del principio di precauzione.

LA SOLUZIONE
per ridurre drasticamente il danno al DNA riducendo così drasticamente anche il RISCHIO DI MALATTIA, consiste nell’applicare sul cellulare il nanoprocessore SKUDOWAVE.

L’innovativo nanoprocessore SKUDOWAVE è un “utilissimo” sistema di prevenzione in quanto è certo che “non può esserci alcun danno alla salute (malattia) se non è prima preceduto da un’alterazione biologica”, come affermato anche dal Dott. Fiorenzo Marinelli, biologo e ricercatore del CNR di Bologna e dalle piu’ importanti Autorità Scientifiche a livello internazionale.

Sul cellulare la scritta: nuoce gravemente alla salute

Sul cellulare la scritta: nuoce gravemente alla salute

LA SCRITTA SUI CELLULARI

Il ricercatore Marinelli dell’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Bologna afferma che sul telefonino va scritto

“NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE”

Lo Studio Legale Associato Ambrosio & Commodo ha portato in tribunale il Governo Italiano per la mancata attuazione della legge quadro del 2001 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Ai microfoni di SKY TG 24, l’Avvocato Bertone dello Studio Legale Associato Ambrosio & Commodo afferma:”Dal 2001 ad oggi nessun goverho ha mai fatto ciò che la legge imponeva, cioè attività di informativa sui rischi ai quali ci si espone usando il cellulare e sulle modalità che si possono attuare per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici.

Nella causa chiediamo che si scriva sulle confezioni dei telefoni cellulari proprio come scritto sulle confezioni delle sigarette: L’USO DEL TELEFONO CELLULARE PUO CAUSARE TUMORE”

Di seguito l’intervista nel servizio “Veleni Quotidiani” di Sky tg 24 del 7 maggio 2018

Veleni – Scrivere sul cellulare: PUO’ CAUSARE IL TUMORE

Veleni – Scrivere sul cellulare: PUO’ CAUSARE IL TUMORE

Veleni quotidiani – Inchiesta di Sky tg 24  – del 7 maggio 2018
Inchiesta coraggiosa sui cellulari, studi, testimonianze, sentenze, tutto quello che devi sapere

Davvero i cellulari possono considerarsi come veleni?
Perchè sui telefonini andrebbe scritto, come sui pacchetti di sigarette, PUO’ CAUSARE IL TUMORE?

VELENI QUOTIDIANI

INCHIESTA SKY TG 24 SULLA PERICOLOSITA’ DEI CELLLARI

Clicca SULL’IMMAGINE per il video inchiesta
di sky tg 24 veleni quotidiani

Il cellulare è indispensabile e con SKUDOWAVE puoi usarlo senza preoccupazioni. Il nanoprocessore abbatte drasticamente il rischio di danno biologico al DNA che l’utilizzo prolungato del cellulare può arrecare.

Senza danno biologico alla cellula non puà esistere danno sanitario, cioè MALATTIA! Per questo è importante ridurre drasticamente il rischio di danno biologico che, usando il cellulare, è certo.

Ad affermarlo è il Prof. Kurt Straif, dell’ Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che, nel 2011, ha dichiarato in merito alle radiofrequenze e ai campi elettromagnetici emessi anche dal telefonino:
“alterano i flussi sanguigni cerebrali ma ci sono anche altri effetti di alterazione sul DNA”.

SkudoWave non indebolisce il segnale del telefono cellulare, non provoca emissioni elettromagnetiche. L’innovativo dispositivo non interferisce con le prestazioni del dispositivo sul quale viene applicato.

Il test effettuato dal Dr. Massimo Moretti  del Laboratorio di Tossicologia Genetica dell’Università degli Studi di Perugia afferma che il dispositivo:

è risultato in grado di ridurre significativamente gli effetti genotossici conseguenti alla esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono cellulare, riconducendo il danno primario al DNA causato dal telefono in trasmissione a livelli praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo

Skudowave è stato testato presso un laboratorio di medicina cellulare e microscopia in campo scuro. Prelevando una goccia di SANGUE dall’orecchio prima e dopo una telefonata con e senza Skudo® si vede subito l’efficacia! (esito del test).
Skudowave è stato testato anche con la PET con liquido di contrasto.

NON SOLO PER I CELLULARI,
I potenziali veleni quotidiani sono tutte le apparecchiature elettriche e/o elettroniche che emettono campi elettromagnetici di bassa-media entità e su tutte agisce l’azione protettiva di SkudoWave.
Skudowave si può pertanto applicare su 
computer, tv, elettrodomestici, videogiochi, videoterminali, sistemi wi-fi, ecc.

 

Altroconsumo: Skudowave non è una bufala

Altroconsumo: Skudowave non è una bufala

LA QUERELA AD ALTROCONSUMO
Gentili clienti e collaboratori,
ricorderete che lo scrivente (Nicola Limardo inventore di Skudowave) nonché Edil Natura avevano sporto querela contro i responsabili della rivista Altroconsumo per diffamazione a mezzo stampa a seguito di un articolo pubblicato da detta rivista in cui Skudowave, qualificato come prodotto “schermante” veniva tacciato di essere una bufala ed inutile in quanto non in grado di ridurre il campo elettromagnetico emesso dai cellulari.

A seguito di nostra immediata reazione, Altroconsumo riconosceva che Skudo®Wave non vanta effetti di “schermatura” delle radiazioni (come fanno le “coccinelle”) ma di protezione rispetto ai supposti danni al DNA umano causati dai cellulari e altri prodotti (computer, ecc…) …” ma ne ribadiva l’inutilità in quanto “presuppone un rischio per la salute non dimostrato e si propone come un prodotto in grado di proteggere da tale rischio, protezione non supportata da studi scientifici validi…”

UDIENZA 11 APRILE 2018: IL DIRITTO DI CRONACA
Ora, lo scorso 11 Aprile 2018 si è tenuta a Verona l’udienza avanti il Gip per valutare la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero. Ci sembra doveroso renderVi partecipi dell’esito di questo giudizio in quanto, sebbene si sia definito con l’archiviazione del procedimento, la motivazione del provvedimento presenta elementi importanti per Skudowave.

La querela, a detta del giudicante, è stata archiviata esclusivamente in quanto il giudizio di Altroconsumo rientrerebbe nel diritto di cronaca o di critica: “… si controverte sulla portata diffamatoria di un articolo … nel quale si definiva il prodotto dell’opponente “inutile”; si tratta di un parere espresso in modo continente sulla base di argomentazioni che, se pur anch’esse discutibili, hanno lo stesso  peso di quelle dell’opponente, (NDR: ossia Edil Natura s.r.l.)  tenuto presente che l’opinione espressa dall’articolista si basava sul rilievo che autorevoli studi scientifici in materia (pareri dell’O.M.S., dell’Istituto Superiore della sanità e dello I.A.R.C.) non evidenziano alcun comprovato rischio per la salute in relazione all’uso dei telefoni cellulari … Non vi sono pertanto prove della volontà diffamatoria..”. Ancora: “… che il giudizio espresso sul prodotto non sia lusinghiero è vero ma esprimerlo rientra  nella libertà di opinione garantita a tutti..”

SKUDOWAVE PER ALTROCONSUMO NON è più UNA BUFALA
Quindi, non si parla più di “Bufala”, ossia di un prodotto che non farebbe quello che dice di fare, bensì di “inutilità” e l’articolo di  Altroconsumo che definisce SKUDOWAVE “inutile” è stato considerato non diffamatorio in quanto espressione di una (mera) opinione, discutibile ma espressa con modalità non offensive, circa la sussistenza o meno di un rischio alla salute derivante dall’uso dei telefoni cellulari.

Nessun giudizio, pertanto, circa l’effettivo funzionamento di Skudo, che Altroconsumo non ha mai testato, come strumento in grado di ridurre “significativamente il rischio da danno biologico al DNA” come accertato sia “in vitro” che “in vivo”.

Secondo la linea difensiva di Altroconsumo, quindi, non ci sarebbe certezza di alcun rischio derivante dall’uso dei cellulari.

A questo punto, pur senza voler riaccendere polemiche, se questa è la linea seguita da Altroconsumo, c’è da chiedersi perché lo stesso articolista nella stessa rubrica in cui definiva “SKUDOWAVE” “inutile”, si sia preso la briga di illustrare tutta una serie di “precauzioni” da adottare quando si usano i cellulari.

In realtà, gli stessi OMS e Istituto Superiore di Sanità non escludono che il rischio di danni alla salute  ci sia e diversi studi internazionali provano con  sufficiente certezza l’esistenza di alterazioni a livello cellulare provocate dall’uso dei telefonini, alterazioni che noi siamo in grado di contrastare e ridurre significativamente.

CONCLUDENDO

SKUDOWAVE fa esattamente quello che è riportato sul libretto delle istruzioni ossia è in grado di “ridurre significativamente il rischio da danno biologico al DNA” come accertato sia “in vitro” che “in vivo”.

IL DANNO BIOLOGICO CELLULARE è CERTO!
Sulla esistenza del danno biologico cellulare né Altroconsumo né altri Enti o organismi internazionali possono avere dubbi dato che è stato confermato sin dal 2011 dal portavoce dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) di Lione, prof. Kurt Straif il quale, durante una intervista televisiva su Euronews riconosceva esplicitamente che i campi elettromagnetici emessi dal cellulare “alterano i flussi sanguigni cerebrali e che ci sono anche altre alterazioni al DNA”.

 

PERCHè USARE IL CELLULARE È A NOSTRO AVVISO PERICOLOSO
L’uso non accorto del cellulare a nostro avviso costituisce un vero pericolo e anche se non si ha ancora la certezza del fatto che il cellulare sia stata la causa, ad esempio, del forte aumento di gliomi (tumore maligno sotto l’orecchio) e neurinomi al nervo acustico, è legittimo sospettare che ci sia una precisa correlazione tra l’incremento di tali patologie  e l’incremento dell’uso del telefonino.

– In ogni caso, alla luce delle attuali conoscenze, le spesse Autorità preposte (ad esempio anche l’Istituto Superiore della Sanità) suggeriscono prudenza nell’uso dei telefonini in virtù del principio di precauzione, principio che paradossalmente, lo stesso Altroconsumo  ha riconosciuto laddove nella rubrica a pagg. 26 ss del nr. 299/16, si è speso a fornire consigli per “ limitare l’esposizione alle radiazioni” della testa durante l’uso del cellulare.

RIDURRE DRASTICAMENTE IL DANNO AL DNA RIDUCE DRASTICAMENTE IL RISCHIO DI MALATTIA
SKUDOWAVE rimane pertanto, a nostro avviso, un “utilissimo” sistema di prevenzione in quanto è certo che “non può esserci alcun danno alla salute (malattia) se non è prima preceduto da un’alterazione biologica”, come affermato dal Dott. Fiorenzo Marinelli, biologo e ricercatore del CNR di Bologna e dalle piu’ importanti Autorità Scientifiche a livello internazionale.

Mi sento quindi di ringraziare sentitamente tutti coloro che ci hanno sostenuto, che ci sostengono e ci sosterranno nella ricerca anche di nuovi sistemi innovativi  per  il “Bene della Gente” ed il “Progresso della Scienza”!

Nicola Limardo
Legale Rappresentante Edil Natura Srl
Produttore del nanoprocessore Skudo®wave

Novara, 24 aprile 2018

 

Consiglio Superiore Sanità: parere sui rischi del telefono cellulare

Consiglio Superiore Sanità: parere sui rischi del telefono cellulare

Il Consiglio Superiore di Sanità ha affrontato la questione dei rischi potenziali di uno smodato uso di telefoni cellulari nella seduta del 15 novembre. In linea con gli studi dell’Agenzia internazionale della ricerca sul cancro (IARC) e in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio superiore rileva che non è stato finora dimostrato alcun rapporto di causalità tra l’esposizione a radio frequenze e le patologie tumorali.

Tuttavia le conoscenze scientifiche oggi non consentono di escludere l’esistenza di causalità quando si fa un uso molto intenso del telefono cellulare.

Va quindi applicato, soprattutto per quanto riguarda i bambini, il principio di precauzione, che significa anche l’educazione ad un utilizzo non indiscriminato, ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità, del telefono cellulare.

Il Ministero della Salute avvierà una campagna di informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato.

15 NOVEMBRE 2011
Fonte: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=3439

I cellulari possono essere cancerogeni?

I cellulari possono essere cancerogeni?

Cellulari cancerogeni?
I cellulari (e le onde radio attraverso le quali si propagano i segnali) possono essere cancerogeni? L’allarme viene dall’Istituto Ramazzini

Di seguito un estratto dell’articolo apparso su Corriere salute il 22 marzo 2018

(…) La classificazione delle radiofrequenze dello Iarc

Nonostante queste differenze (leggi articolo completo), entrambi gli studi hanno rilevato aumenti statisticamente significativi nello sviluppo dello stesso tipo di tumori maligni molto rari del cuore nei ratti maschi trattati e del cervello nelle femmine.

«Il nostro studio conferma e rafforza i risultati del National Toxicologic Program americano; non può infatti essere dovuta al caso l’osservazione di un aumento dello stesso tipo di tumori, peraltro rari, a migliaia di chilometri di distanza, in ratti dello stesso ceppo trattati con le stesse radiofrequenze.

Sulla base dei risultati comuni, riteniamo che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) debba rivedere la classificazione delle radiofrequenze, finora ritenute possibili cancerogeni, per definirle probabili cancerogeni».

«È molto importante sottolineare il fatto che studi epidemiologici (cioè studi sulla popolazione) hanno trovato lo stesso tipo di tumori delle cellule di Schwann nei forti utilizzatori di telefoni cellulari» afferma ancora la direttrice Belpoggi. «Sebbene l’evidenza sia quella di un agente cancerogeno di bassa potenza – prosegue — il numero di esposti è di miliardi di persone, e quindi si tratta di un enorme problema di salute pubblica, dato che molte migliaia potrebbero essere le persone suscettibili a danni biologici da radiofrequenze». (…) leggi tutto

Fonte: http://www.corriere.it/salute/18_marzo_21/antenne-radio-cellulari-topi-causano-tumori-cellule-nervose-0a9547aa-2cf3-11e8-af9b-02aca5d1ad11.shtml

CELLULARE A CONTATTO CON IL CORPO: ECCO COSA SUCCEDE

CELLULARE A CONTATTO CON IL CORPO: ECCO COSA SUCCEDE

COSA SUCCEDE QUANDO SI ACCOSTA IL CELLULARE AL CORPO

Per comprendere cosa succede quando si accosta il cellulare al corpo e il motivo delle raccomandazioni delle case produttrici di tenere il telefonino a 1-2 cm di distanza dal corpo e per valutare in cosa consista il rischio derivante dall’esposizione ai campi elettromagnetici, analizziamo gli effetti sull’organismo delle radiofrequenze e della batteria inserita all’interno dell’apparecchio (batteria che in molti cellulari non è estraibile).

LA BATTERIA DEL CELLULARE

Se il telefonino è spento, ma con la batteria inserita, questa genera comunque un minimo di emissione elettromagnetica; quando il cellulare è acceso in stand by o perché lo stiamo utilizzando per telefonare (maggiore è il tempo impiegato per una telefonata, maggiore sarà l’energia che la batteria dovrà cedere), l’eccitazione della batteria aumenta e viene trasmessa alla materia, cioè a tutte le componenti del telefono. A livello atomico questa trasmissione causa un salto di orbita degli elettroni.

L’energia della batteria per tenere il telefono attivo, unitamente all’energia che serve al telefono per agganciare la cella di un ripetitore, raggiunge un determinato valore che si trasmette sulla testa di chi sta telefonando. Il trasferimento dell’energia è dovuto in gran parte al salto quantico degli elettroni eccitati dall’emissione elettromagnetica della batteria stessa.

NEL DETTAGLIO
La materia è costituita da atomi che a loro volta sono composti da un nucleo di protoni e neutroni attorno al quale ruotano, su un numero limitato di orbitali, gli elettroni. In genere gli elettroni in natura sono stabili sulla loro orbita a meno che non intervengano interferenze (ad esempio a causa della batteria inserita nel telefonino) che vanno ad alterare il loro stato di equilibrio rendendoli instabili e facendoli passare da un’orbita a un’altra ricevendo o emettendo (a seconda del tipo di salto) “quanti di energia” sotto forma di fotoni.

Questi fotoni, se generati dall’eccitazione di un elettrone isolato con moto proprio levogiro, possono essere di tipo beta o gamma, come specificato nei testi di fisica delle particelle e ricavato anche dalla formula del Modello Standard di fisica quantistica. 

Sono questi fotoni, generati dal salto di orbita degli elettroni eccitati dalla batteria, che irradiano la testa generando un disturbo che può diventare un danno biologico al DNA.

LA SCOPERTA DEL PROF. LIMARDO
Il ricercatore di Novara, Prof. Nicola Limardo, ha studiato il problema e creato un filtro di stabilizzazione (il convertitore d’onda Geoprotex® ora denominato Skudo®Wave) che agisce sugli elettroni, in parte riducendone l’eccitazione che porta al salto orbitale, in parte cambiando la polarità dell’elettrone (da levogiro a destrogiro) rendendola compatibile con le cellule del nostro DNA (vedi tabella).

SKUDOWAVE È TESTATO
Le prove in vitro effettuate dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Perugia, hanno evidenziato, con l’utilizzo del test della cometa, la vitalità delle cellule linfoblastoidi di derivazione umana (Jürkat) dopo l’esposizione al campo elettromagnetico generato dal telefono acceso in trasmissione in presenza del dispositivo Geoprotex®, rilevando che tale campo non produce effetti citotossici; la conclusione del Dr. Massimo Moretti del laboratorio di Tossicologia Genetica dell’Università di Perugia Sezione Sanità Pubblica è stata pertanto la seguente:“Il dispositivo Geoprotex -(attualmente denominato Skudo®Wave)-

è risultato in grado di ridurre significativamente gli effetti genotossici conseguenti all’esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono cellulare, riconducendo il danno primario al DNA causato dal telefono in trasmissione a livelli praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo”

e il risultato del test è stato accettato dal Comitato Scientifico del SITI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), la più importante società scientifica italiana che opera nella Sanità Pubblica, che li ha pubblicati sugli Atti del 43° Congresso Nazionale.

SKUDOWAVE NON RIDUCE IL CAMPO ELETTROMAGNETICO
È importante sottolineare che SkudoWave agisce come un filtro di stabilizzazione e non come un sistema per la riduzione dei campi elettromagnetici artificiali perché, se così fosse, il danno arrecato dalla batteria sarebbe ancora maggiore in quanto costringerebbe il telefonino a ricercare continuamente nuove celle alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’eccitazione della batteria e quindi dell’intensità delle onde elettromagnetiche.

Bisogna quindi diffidare dai prodotti che agiscono sulla riduzione delle radiofrequenze perché, oltre a interferire con la funzionalità del telefono stesso (se diminuisco le radiofrequenze rendo difficoltoso il telefonare), innescano un danno maggiore in quanto costringono la batteria ad una maggiore attività con il conseguente aumento del campo elettromagnetico generato dall’instabilità degli elettroni.



Al riguardo l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) precisa “Sono stati messi in commercio molti dispositivi che pretendono di ridurre le esposizioni dovute ai telefoni cellulari. Le prove effettuate hanno mostrato che in genere questi non funzionano come reclamizzato.

Le cosiddette “schermature” in genere interferiscono con il corretto funzionamento del telefono, costringendolo ad aumentare la potenza, con un conseguente aumento – anziché una riduzione – dell’esposizione”.

SKUDOWAVE iNFORMA TUTTA LA MATERIA (cellulare, PC, Ipad, mouse, cordless…)
Skudowave “va a influire sugli atomi dell’apparecchiatura con i quali viene a contatto direttamente e, poi, tutti gli altri atomi immediatamente vengono “informatizzati” dai primi; si utilizza quindi l’effetto di trasmissione “a cascata”.

Ecco perché, per esempio, quando si applica Skudowave su un angolino del computer, immediatamente tutta la “massa” ne assume gli “ordini”. Tale sistema è meglio definito scientificamente “a cascata quantica”.

Così operando, facciamo in modo che gli elettroni presenti nella materia che compone il telefonino non diventino caotici e, per quanto è possibile, tendano a essere in equilibrio con le Leggi Fondamentali della Natura.