Altroconsumo: Skudowave non è una bufala

Altroconsumo: Skudowave non è una bufala

LA QUERELA AD ALTROCONSUMO
Gentili clienti e collaboratori,
ricorderete che lo scrivente (Nicola Limardo inventore di Skudowave) nonché Edil Natura avevano sporto querela contro i responsabili della rivista Altroconsumo per diffamazione a mezzo stampa a seguito di un articolo pubblicato da detta rivista in cui Skudowave, qualificato come prodotto “schermante” veniva tacciato di essere una bufala ed inutile in quanto non in grado di ridurre il campo elettromagnetico emesso dai cellulari.

A seguito di nostra immediata reazione, Altroconsumo riconosceva che Skudo®Wave non vanta effetti di “schermatura” delle radiazioni (come fanno le “coccinelle”) ma di protezione rispetto ai supposti danni al DNA umano causati dai cellulari e altri prodotti (computer, ecc…) …” ma ne ribadiva l’inutilità in quanto “presuppone un rischio per la salute non dimostrato e si propone come un prodotto in grado di proteggere da tale rischio, protezione non supportata da studi scientifici validi…”

UDIENZA 11 APRILE 2018: IL DIRITTO DI CRONACA
Ora, lo scorso 11 Aprile 2018 si è tenuta a Verona l’udienza avanti il Gip per valutare la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero. Ci sembra doveroso renderVi partecipi dell’esito di questo giudizio in quanto, sebbene si sia definito con l’archiviazione del procedimento, la motivazione del provvedimento presenta elementi importanti per Skudowave.

La querela, a detta del giudicante, è stata archiviata esclusivamente in quanto il giudizio di Altroconsumo rientrerebbe nel diritto di cronaca o di critica: “… si controverte sulla portata diffamatoria di un articolo … nel quale si definiva il prodotto dell’opponente “inutile”; si tratta di un parere espresso in modo continente sulla base di argomentazioni che, se pur anch’esse discutibili, hanno lo stesso  peso di quelle dell’opponente, (NDR: ossia Edil Natura s.r.l.)  tenuto presente che l’opinione espressa dall’articolista si basava sul rilievo che autorevoli studi scientifici in materia (pareri dell’O.M.S., dell’Istituto Superiore della sanità e dello I.A.R.C.) non evidenziano alcun comprovato rischio per la salute in relazione all’uso dei telefoni cellulari … Non vi sono pertanto prove della volontà diffamatoria..”. Ancora: “… che il giudizio espresso sul prodotto non sia lusinghiero è vero ma esprimerlo rientra  nella libertà di opinione garantita a tutti..”

SKUDOWAVE PER ALTROCONSUMO NON è più UNA BUFALA
Quindi, non si parla più di “Bufala”, ossia di un prodotto che non farebbe quello che dice di fare, bensì di “inutilità” e l’articolo di  Altroconsumo che definisce SKUDOWAVE “inutile” è stato considerato non diffamatorio in quanto espressione di una (mera) opinione, discutibile ma espressa con modalità non offensive, circa la sussistenza o meno di un rischio alla salute derivante dall’uso dei telefoni cellulari.

Nessun giudizio, pertanto, circa l’effettivo funzionamento di Skudo, che Altroconsumo non ha mai testato, come strumento in grado di ridurre “significativamente il rischio da danno biologico al DNA” come accertato sia “in vitro” che “in vivo”.

Secondo la linea difensiva di Altroconsumo, quindi, non ci sarebbe certezza di alcun rischio derivante dall’uso dei cellulari.

A questo punto, pur senza voler riaccendere polemiche, se questa è la linea seguita da Altroconsumo, c’è da chiedersi perché lo stesso articolista nella stessa rubrica in cui definiva “SKUDOWAVE” “inutile”, si sia preso la briga di illustrare tutta una serie di “precauzioni” da adottare quando si usano i cellulari.

In realtà, gli stessi OMS e Istituto Superiore di Sanità non escludono che il rischio di danni alla salute  ci sia e diversi studi internazionali provano con  sufficiente certezza l’esistenza di alterazioni a livello cellulare provocate dall’uso dei telefonini, alterazioni che noi siamo in grado di contrastare e ridurre significativamente.

CONCLUDENDO

SKUDOWAVE fa esattamente quello che è riportato sul libretto delle istruzioni ossia è in grado di “ridurre significativamente il rischio da danno biologico al DNA” come accertato sia “in vitro” che “in vivo”.

IL DANNO BIOLOGICO CELLULARE è CERTO!
Sulla esistenza del danno biologico cellulare né Altroconsumo né altri Enti o organismi internazionali possono avere dubbi dato che è stato confermato sin dal 2011 dal portavoce dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) di Lione, prof. Kurt Straif il quale, durante una intervista televisiva su Euronews riconosceva esplicitamente che i campi elettromagnetici emessi dal cellulare “alterano i flussi sanguigni cerebrali e che ci sono anche altre alterazioni al DNA”.

 

PERCHè USARE IL CELLULARE È A NOSTRO AVVISO PERICOLOSO
L’uso non accorto del cellulare a nostro avviso costituisce un vero pericolo e anche se non si ha ancora la certezza del fatto che il cellulare sia stata la causa, ad esempio, del forte aumento di gliomi (tumore maligno sotto l’orecchio) e neurinomi al nervo acustico, è legittimo sospettare che ci sia una precisa correlazione tra l’incremento di tali patologie  e l’incremento dell’uso del telefonino.

– In ogni caso, alla luce delle attuali conoscenze, le spesse Autorità preposte (ad esempio anche l’Istituto Superiore della Sanità) suggeriscono prudenza nell’uso dei telefonini in virtù del principio di precauzione, principio che paradossalmente, lo stesso Altroconsumo  ha riconosciuto laddove nella rubrica a pagg. 26 ss del nr. 299/16, si è speso a fornire consigli per “ limitare l’esposizione alle radiazioni” della testa durante l’uso del cellulare.

RIDURRE DRASTICAMENTE IL DANNO AL DNA RIDUCE DRASTICAMENTE IL RISCHIO DI MALATTIA
SKUDOWAVE rimane pertanto, a nostro avviso, un “utilissimo” sistema di prevenzione in quanto è certo che “non può esserci alcun danno alla salute (malattia) se non è prima preceduto da un’alterazione biologica”, come affermato dal Dott. Fiorenzo Marinelli, biologo e ricercatore del CNR di Bologna e dalle piu’ importanti Autorità Scientifiche a livello internazionale.

Mi sento quindi di ringraziare sentitamente tutti coloro che ci hanno sostenuto, che ci sostengono e ci sosterranno nella ricerca anche di nuovi sistemi innovativi  per  il “Bene della Gente” ed il “Progresso della Scienza”!

Nicola Limardo
Legale Rappresentante Edil Natura Srl
Produttore del nanoprocessore Skudo®wave

Novara, 24 aprile 2018

 

Consiglio Superiore Sanità: parere sui rischi del telefono cellulare

Consiglio Superiore Sanità: parere sui rischi del telefono cellulare

Il Consiglio Superiore di Sanità ha affrontato la questione dei rischi potenziali di uno smodato uso di telefoni cellulari nella seduta del 15 novembre. In linea con gli studi dell’Agenzia internazionale della ricerca sul cancro (IARC) e in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio superiore rileva che non è stato finora dimostrato alcun rapporto di causalità tra l’esposizione a radio frequenze e le patologie tumorali.

Tuttavia le conoscenze scientifiche oggi non consentono di escludere l’esistenza di causalità quando si fa un uso molto intenso del telefono cellulare.

Va quindi applicato, soprattutto per quanto riguarda i bambini, il principio di precauzione, che significa anche l’educazione ad un utilizzo non indiscriminato, ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità, del telefono cellulare.

Il Ministero della Salute avvierà una campagna di informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato.

15 NOVEMBRE 2011
Fonte: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=3439

I cellulari possono essere cancerogeni?

I cellulari possono essere cancerogeni?

Cellulari cancerogeni?
I cellulari (e le onde radio attraverso le quali si propagano i segnali) possono essere cancerogeni? L’allarme viene dall’Istituto Ramazzini

Di seguito un estratto dell’articolo apparso su Corriere salute il 22 marzo 2018

(…) La classificazione delle radiofrequenze dello Iarc

Nonostante queste differenze (leggi articolo completo), entrambi gli studi hanno rilevato aumenti statisticamente significativi nello sviluppo dello stesso tipo di tumori maligni molto rari del cuore nei ratti maschi trattati e del cervello nelle femmine.

«Il nostro studio conferma e rafforza i risultati del National Toxicologic Program americano; non può infatti essere dovuta al caso l’osservazione di un aumento dello stesso tipo di tumori, peraltro rari, a migliaia di chilometri di distanza, in ratti dello stesso ceppo trattati con le stesse radiofrequenze.

Sulla base dei risultati comuni, riteniamo che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) debba rivedere la classificazione delle radiofrequenze, finora ritenute possibili cancerogeni, per definirle probabili cancerogeni».

«È molto importante sottolineare il fatto che studi epidemiologici (cioè studi sulla popolazione) hanno trovato lo stesso tipo di tumori delle cellule di Schwann nei forti utilizzatori di telefoni cellulari» afferma ancora la direttrice Belpoggi. «Sebbene l’evidenza sia quella di un agente cancerogeno di bassa potenza – prosegue — il numero di esposti è di miliardi di persone, e quindi si tratta di un enorme problema di salute pubblica, dato che molte migliaia potrebbero essere le persone suscettibili a danni biologici da radiofrequenze». (…) leggi tutto

Fonte: http://www.corriere.it/salute/18_marzo_21/antenne-radio-cellulari-topi-causano-tumori-cellule-nervose-0a9547aa-2cf3-11e8-af9b-02aca5d1ad11.shtml

CELLULARE A CONTATTO CON IL CORPO: ECCO COSA SUCCEDE

CELLULARE A CONTATTO CON IL CORPO: ECCO COSA SUCCEDE

COSA SUCCEDE QUANDO SI ACCOSTA IL CELLULARE AL CORPO

Per comprendere cosa succede quando si accosta il cellulare al corpo e il motivo delle raccomandazioni delle case produttrici di tenere il telefonino a 1-2 cm di distanza dal corpo e per valutare in cosa consista il rischio derivante dall’esposizione ai campi elettromagnetici, analizziamo gli effetti sull’organismo delle radiofrequenze e della batteria inserita all’interno dell’apparecchio (batteria che in molti cellulari non è estraibile).

LA BATTERIA DEL CELLULARE

Se il telefonino è spento, ma con la batteria inserita, questa genera comunque un minimo di emissione elettromagnetica; quando il cellulare è acceso in stand by o perché lo stiamo utilizzando per telefonare (maggiore è il tempo impiegato per una telefonata, maggiore sarà l’energia che la batteria dovrà cedere), l’eccitazione della batteria aumenta e viene trasmessa alla materia, cioè a tutte le componenti del telefono. A livello atomico questa trasmissione causa un salto di orbita degli elettroni.

L’energia della batteria per tenere il telefono attivo, unitamente all’energia che serve al telefono per agganciare la cella di un ripetitore, raggiunge un determinato valore che si trasmette sulla testa di chi sta telefonando. Il trasferimento dell’energia è dovuto in gran parte al salto quantico degli elettroni eccitati dall’emissione elettromagnetica della batteria stessa.

NEL DETTAGLIO
La materia è costituita da atomi che a loro volta sono composti da un nucleo di protoni e neutroni attorno al quale ruotano, su un numero limitato di orbitali, gli elettroni. In genere gli elettroni in natura sono stabili sulla loro orbita a meno che non intervengano interferenze (ad esempio a causa della batteria inserita nel telefonino) che vanno ad alterare il loro stato di equilibrio rendendoli instabili e facendoli passare da un’orbita a un’altra ricevendo o emettendo (a seconda del tipo di salto) “quanti di energia” sotto forma di fotoni.

Questi fotoni, se generati dall’eccitazione di un elettrone isolato con moto proprio levogiro, possono essere di tipo beta o gamma, come specificato nei testi di fisica delle particelle e ricavato anche dalla formula del Modello Standard di fisica quantistica. 

Sono questi fotoni, generati dal salto di orbita degli elettroni eccitati dalla batteria, che irradiano la testa generando un disturbo che può diventare un danno biologico al DNA.

LA SCOPERTA DEL PROF. LIMARDO
Il ricercatore di Novara, Prof. Nicola Limardo, ha studiato il problema e creato un filtro di stabilizzazione (il convertitore d’onda Geoprotex® ora denominato Skudo®Wave) che agisce sugli elettroni, in parte riducendone l’eccitazione che porta al salto orbitale, in parte cambiando la polarità dell’elettrone (da levogiro a destrogiro) rendendola compatibile con le cellule del nostro DNA (vedi tabella).

SKUDOWAVE È TESTATO
Le prove in vitro effettuate dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Perugia, hanno evidenziato, con l’utilizzo del test della cometa, la vitalità delle cellule linfoblastoidi di derivazione umana (Jürkat) dopo l’esposizione al campo elettromagnetico generato dal telefono acceso in trasmissione in presenza del dispositivo Geoprotex®, rilevando che tale campo non produce effetti citotossici; la conclusione del Dr. Massimo Moretti del laboratorio di Tossicologia Genetica dell’Università di Perugia Sezione Sanità Pubblica è stata pertanto la seguente:“Il dispositivo Geoprotex -(attualmente denominato Skudo®Wave)-

è risultato in grado di ridurre significativamente gli effetti genotossici conseguenti all’esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono cellulare, riconducendo il danno primario al DNA causato dal telefono in trasmissione a livelli praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo”

e il risultato del test è stato accettato dal Comitato Scientifico del SITI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), la più importante società scientifica italiana che opera nella Sanità Pubblica, che li ha pubblicati sugli Atti del 43° Congresso Nazionale.

SKUDOWAVE NON RIDUCE IL CAMPO ELETTROMAGNETICO
È importante sottolineare che SkudoWave agisce come un filtro di stabilizzazione e non come un sistema per la riduzione dei campi elettromagnetici artificiali perché, se così fosse, il danno arrecato dalla batteria sarebbe ancora maggiore in quanto costringerebbe il telefonino a ricercare continuamente nuove celle alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’eccitazione della batteria e quindi dell’intensità delle onde elettromagnetiche.

Bisogna quindi diffidare dai prodotti che agiscono sulla riduzione delle radiofrequenze perché, oltre a interferire con la funzionalità del telefono stesso (se diminuisco le radiofrequenze rendo difficoltoso il telefonare), innescano un danno maggiore in quanto costringono la batteria ad una maggiore attività con il conseguente aumento del campo elettromagnetico generato dall’instabilità degli elettroni.



Al riguardo l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) precisa “Sono stati messi in commercio molti dispositivi che pretendono di ridurre le esposizioni dovute ai telefoni cellulari. Le prove effettuate hanno mostrato che in genere questi non funzionano come reclamizzato.

Le cosiddette “schermature” in genere interferiscono con il corretto funzionamento del telefono, costringendolo ad aumentare la potenza, con un conseguente aumento – anziché una riduzione – dell’esposizione”.

SKUDOWAVE iNFORMA TUTTA LA MATERIA (cellulare, PC, Ipad, mouse, cordless…)
Skudowave “va a influire sugli atomi dell’apparecchiatura con i quali viene a contatto direttamente e, poi, tutti gli altri atomi immediatamente vengono “informatizzati” dai primi; si utilizza quindi l’effetto di trasmissione “a cascata”.

Ecco perché, per esempio, quando si applica Skudowave su un angolino del computer, immediatamente tutta la “massa” ne assume gli “ordini”. Tale sistema è meglio definito scientificamente “a cascata quantica”.

Così operando, facciamo in modo che gli elettroni presenti nella materia che compone il telefonino non diventino caotici e, per quanto è possibile, tendano a essere in equilibrio con le Leggi Fondamentali della Natura.

Azionisti Apple: danni smartphone sui ragazzi

Azionisti Apple: danni smartphone sui ragazzi

Gli smartphone danneggiano i ragazzi, lo affermano due azionisti Apple
E chiedono a Tim Cook di investire per studiare i rischi sulla salute mentale dei più giovani

Non è certo la prima volta che viene sollevato il tema della dipendenza da smartphone e degli effetti che può avere sulla salute mentale dei più giovani. Questa volta, però, ad affrontare la questione sono due azionisti di Apple: Jana Partners LLC e California State Teachers’ Retirement System (un fondo pensionistico per insegnanti), che il 6 gennaio hanno inviato una lettera ad Apple chiedendo maggiori finanziamenti per la ricerca sugli effetti sociali e psicologici dell’uso degli smartphone e di implementare strumenti che consentano ai genitori di limitare l’accesso ai telefoni.

“Ci sono sempre più prove che dimostrano come, almeno per i giovani che ne fanno un uso massiccio, gli smartphone possano avere conseguenze negative involontarie”, scrivono nella lettera i rappresentanti delle due società, che insieme detengono due miliardi di dollari in azioni del colosso di Cupertino. “Il disagio sociale crescente, a un certo punto, avrà un impatto negativo anche su Apple. Per questo è importante affrontare subito la questione”.

Il tema, di cui si parla ormai da anni, è stato recentemente oggetto di uno studio della sociologa Jean Twenge, che è arrivata a denunciare la possibilità che gli smartphone stiano distruggendo un’intera generazione. Le prime misure per impedire che l’utilizzo di questi strumenti si trasformi in una vera e propria droga iniziano però a vedersi: la Francia, per esempio, ha vietato l’utilizzo di smartphone nelle scuole elementari e medie; mentre Apple già oggi offre ai genitori la possibilità di inserire limiti al consumo di traffico dati e di impedire l’accesso ad alcuni contenuti.

Il cofondatore di Android Andy Rubin, invece, sta studiando come ridurre la dipendenza da smartphone attraverso l’intelligenza artificiale, consentendo a un bot di gestire da solo gli aspetti più abitudinari dell’utilizzo di smartphone (per esempio, verificare se le notifiche di Facebook sono interessanti o meno), liberandoci così dall’urgenza di controllare lo smartphone fino a 150 volte al giorno.

di Andrea Daniele Signorelli
FONTE: LA STAMPA TECNOLOGIA