CELLULARI E FERTILITA’

CELLULARI E FERTILITA’

Effetti dell’esposizione ai telefoni cellulari sulla riproduzione maschile

L’uso dei telefoni cellulari è ormai diffuso. Un grande dibattito riguarda il possibile danno che la radiazione elettromagnetica a radiofrequenza (RF-EMR) emessa dai telefoni cellulari esercita su diversi organi e apparati. Scopo di questo articolo è stato quello di rivedere la letteratura esistente che esplora gli effetti di RF-EMR sulla funzione riproduttiva maschile negli animali da esperimento e negli esseri umani.

Gli studi sugli animali sperimentali sono stati condotti su ratti, topi e conigli utilizzando un disegno simile basato sull’esposizione a radiofrequenza cellulare per un periodo di tempo variabile. 
Complessivamente i risultati di questi studi mostrano che RF-EMR riduce il numero di spermatozoi e la motilità e aumenta lo stress ossidativo.

Negli esseri umani sono stati seguiti due diversi approcci sperimentali, uno ha esplorato gli effetti dell’RF-EMR direttamente sugli spermatozoi e l’altro ha valutato i parametri degli spermatozoi negli uomini che usano o no i telefoni cellulari.

I risultati mostrano che gli spermatozoi umani esposti a RF-EMR hanno diminuito la motilità, le anomalie morfometriche e l’aumento dello stress ossidativo, mentre gli uomini che usano i telefoni cellulari hanno diminuito la concentrazione spermatica, la motilità (in particolare quella rapida progressiva), la morfologia normale e la vitalità degli spermatozoi. Queste anomalie sembrano essere direttamente correlate alla durata dell’uso del telefono cellulare.

Androl. 2011 lug 28. 
La Vignera S, Condorelli RA, Vicari E, D’Agata R, Calogero AE.
Fonte in lingua originale: http://www.radiationresearch.org/articles/effects-of-the-exposure-to-mobile-phones-on-male-reproduction-a-review-of-the-literature/

Cellulari e tumori

Cellulari e tumori

Nel 2005, il National Institute of Environmental Health Sciences americano e l’Istituto Ramazzini di Bologna iniziarono, in parallelo, uno studio sugli e etti delle radiazioni in uso nei sistemi di comunicazione della telefonia cellulare (Gsm), utilizzando come cavie dei ratti da laboratorio; ciò per stabilire se tali campi elettromagnetici realmente pericolosi per la salute, in particolare se possano avere e etti cancerogeni.

«I colleghi americani hanno studiato le onde elettromagnetiche della telefonia mobile, correlate al campo vicino, cioè alle onde emesse dall’antenna del telefonino e dal telefonino stesso – spiega la dottoressa Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Area Ricerca del Centro di Cellulari e tumori, studio italiano ribadisce pericolosità http://nr.news-republic.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&art…

Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni, che fa parte dell’Istituto Ramazzini – noi, invece, abbiamo studiato l’esposizione ambientale, cioè quella che deriva dalle antenne delle stazioni radio-base, cioè le antenne che vediamo disseminate praticamente sul territorio in tutto il mondo».

Dai risultati della ricerca è emerso che: «da soli, i campi magnetici generati dal flusso della corrente elettrica (CEMBF) – prosegue Belpoggi – non sembrano costituire un aumento di rischio; quando però gli stessi vengono associati alla contemporanea somministrazione di un agente chimico o fisico, si ottiene un e etto di sinergia e un aumento dell’incidenza di alcuni tumori maligni.

Questi risultati impongono un’urgente revisione della classificazione fatta dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC), in quanto la situazione di possibile sinergia fra miscele di composti/agenti è la situazione in cui si trova la popolazione generale. Per quanto riguarda invece i campi RFR della telefonia mobile, a maggio scorso il NIEHS ha pubblicato i primi dati sull’aumento di tumori del cervello e di rari tumori del cuore nei ratti esposti. È stata anche notata una diminuzione del peso dei neonati partoriti da mamme esposte a RFR».

Gli esperti suggeriscono dunque una maggiore prudenza nell’uso dei cellulari, sollecitando al contempo una presa di posizione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre, dichiara Belpoggi, «l’industria dovrebbe produrre sistemi che possano essere meno invasivi, mentre le compagnie telefoniche dovrebbero evitare di installare ciascuna le proprie antenne sul territorio».

SABATO 4 FEBBRAIO 2017
SANIHELP.IT

Dipendenza da videogiochi e smartphone

Troppo tempo davanti a uno schermo, che sia per mandare un messaggio o giocare con il videogioco preferito, può far male allo sviluppo del bambino e creare persino una sorta di dipendenza, come si sta verificando tra gli adolescenti cinesi. Per questo è importante che i genitori diano dei limiti. Secondo i pediatri dell’American Academy i piccoli non dovrebbero passare mai più di un’ora o due con un dispositivo digitale e mai prima dei due anni di età. Tratto da un articolo del “The New York Times”.

(altro…)