Mentre diversi Paesi nel mondo stanno pensando a un limite all’uso degli smartphone da parte di minori (Stati Uniti, Francia, Belgio, Irlanda, Giappone), la nostra ministra Fedeli li vuole incoraggiare anche a scuola!
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di seguito un estratto da www.repubblica.it di CORRADO ZUNINO

Svolta della ministra Fedeli: “Smartphone in aula a scuola. Dico sì, sono un aiuto”
L’intervista. “Subito una commissione per stabilire come usarli. Entro Natale chiuderemo il contratto dei prof. Per insegnare è importante l’esperienza in classe, ma è meglio avere una laurea. E all’università bisogna rivedere il reclutamento”

ROMAMinistra Fedeli, nel primo giorno di scuola li ha visti tutti quei ragazzi che entrano in classe con il loro smartphone?

“Li vedo e li frequento, i ragazzi. E so che non si può continuare a separare il loro mondo, quello fuori, dal mondo della scuola”.

Quindi?
“Da venerdì prossimo una commissione ministeriale s’insedierà per costruire le linee guida dell’utilizzo dello smartphone in aula. Entro breve tempo avrò le risposte e le passerò con una circolare agli istituti”.

Cosa ne pensa dello smartphone in mano a un tredicenne?
“È uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico”.
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Ho letto bene?
Eppure il 15 novembre 2011 il Consiglio Superiore di Sanità (Ministero della salute) si è pronunciato e ha concluso che, soprattutto per quanto riguarda i bambini, vada applicato il principio di precauzione in relazione ad un’educazione all’utilizzo del telefono cellulare, non indiscriminato ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità.

Il documento termina con l’informazione circa l’avvio da parte del Ministero della salute di una campagna d’informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato dei telefoni mobili.

E poi… eminenti professori urlano “Niente cellulari agli under 12” come nel caso dei professor Lawrie Challis, eminente consulente del governo inglese in materia di telecomunicazioni (è stato a capo del «Mobile Telecommunications and Health Research programme»)

LA STAMPA scrive
Secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale l’uso dei cellulari si sta trasformando in un abuso e gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti. Per questo i pediatri consigliano, in una nota, di vietare l’utilizzo dei telefonini prima dell’età di 10 anni. «L’Italia – ha detto Maria Grazia Sapia, pediatra, esperta di ambiente e bambino – si colloca al primo posto in Europa per numero di telefonini posseduti e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più».

«L’uso si sta trasformando in abuso. Si tratta di piccole ricetrasmittenti – ha spiegato Sapia – che vengono normalmente tenute vicino alla testa durante le comunicazioni. Gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti, alcuni legati agli effetti termici: l’interazione di un campo elettromagnetico con un sistema biologico provoca aumento, localizzato per quanto riguarda i telefonini, della temperatura attivando il sistema naturale del nostro organismo. Quando le esposizioni sono molto intense e prolungate possono superare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule con necrosi dei tessuti. Inoltre è ormai accertato che insieme alle altre dipendenze che affliggono la nostra società e specialmente i giovani quali droga, alcool e fumo, un posto predominante lo ha conquistato la dipendenza da telefonino, con danni gravissimi sullo sviluppo psichico e sociale».