FAQ

Come faccio a verificare se Skudo®Wave funziona?

 

ANALISI MORFOLOGICA DEL SANGUE
Recandosi presso un laboratorio di medicina cellulare e microscopia in campo scuro e prelevando una goccia di sangue dall’orecchio prima e dopo una telefonata con e senza Skudo®, si può subito e facilmente verificarne il funzionamento (esito completo test)

test morfologico sangue immagine

TEST DELL’ACETILCOLINA
il “disturbo” del telefonino causa una netta riduzione di acetilcolina in corrispondenza del polso e l’acetilcolina è un neurotrasmettitore che interviene anche nella variazione del tono muscolare.
Per provare la riduzione di acetilcolina a livello del polso si può utilizzare:
A) ELETTROMIOGRAFO
B) CELLA DI CARICO CON DINAMOMETRO
C) SENZA BISOGNO DI STRUMENTAZIONE (il test chinesiologico muscolare evidenzia la riduzione del tono muscolare dal 70 al 90% ed è subito percepibile da chiunque)

SPETTROFOTOMETRO
Per osservare la funzione del nanoprocessore Skudo®Wave, è necessario uno speciale spettrofotometro: si tratta di un apparecchio in grado di “vedere”, anche in modo indiretto, gli effetti di un campo elettromagnetico generato, per esempio, da un telefono cellulare sulla materia.

PET
Esiste anche un metodo diretto di “osservazione”, che comporta l’impiego di una strumentazione molto sofisticata presente nei centri ospedalieri più attrezzati: si tratta della PET con utilizzo del liquido di contrasto, che permette di evidenziare il quantitativo di glucosio presente nel cervello. I risultati ottenuti sono consultabili anche su internet (riferimento studio del National Institute of Helath di Bethesda, USA, pubblicato nel 2011 su Jama – Journal of the American Medical Association). I risultati ottenuti dimostrano che, durante una telefonata, si ha in corrispondenza della parte del cervello più vicina alla posizione del telefonino, un aumento abnorme di glucosio (unico alimento di cui si nutre il nostro Sistema Nervoso Centrale), mentre se non telefoniamo tutto questo non avviene!”. (vedi test)

 

Su quale evidenza scientifica si basa Skudo®wave?

SKUDO®WAVE È STATO TESTATO

scientificamente “in vivo”, ossia direttamente sull’uomo e “in vitro” sia in merito all’efficacia nel trasferire le sue proprietà di protezione alla materia, sia per la capacità di ridurre il rischio di danno biologico cellulare al DNA che può generarsi quando si contravviene al consiglio di tenere il cellulare distante dal corpo durante una telefonata.


TEST IN VIVO
presso un laboratorio di medicina cellulare e microscopia in campo scuro prelevando una goccia di sangue dall’orecchio prima e dopo una telefonata con e senza Skudo® (vedi il test)

TEST IN VITRO

presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Perugia che, con il test della cometa, ha evidenziato la vitalità delle cellule linfoblastoidi di derivazione umana (Jürkat) dopo l’esposizione al campo elettromagnetico generato dal telefono acceso in trasmissione in presenza del dispositivo Geoprotex® (oggi denominato Skudo® e Skudo®Wave), rilevando che tale campo non produce effetti citotossici.

La conclusione del Dr. Massimo Moretti del laboratorio di Tossicologia Genetica dell’Università di Perugia Sezione Sanità Pubblica è stata pertanto che “il dispositivo -(precedentemente denominato “Convertitore d’Onda Geoprotex®) – è in grado di ridurre significativamente gli effetti genotossici conseguenti alla esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono cellulare, riconducendo il danno primario al DNA causato dal telefono cellulare in trasmissione a livelli praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo”. (vedi il test)

I risultati ottenuti sono stati accettati dal Comitato Scientifico del SITI, la più importante società scientifica italiana che opera nella Sanità Pubblica, che li ha pubblicati sugli Atti del 43° Congresso Nazionale. (vedi pubblicazione)

SKUDO®WAVE È STATO CERTIFICATO
nel 2009  dall’Istituto di Ricerche e Collaudi “M. Masini” di Rho quando allora il marchio che identificava il prodotto era unicamente Skudo® (Rif/Ref n. CONCMARK 001/2009 DEL 27/02/2009) e, più recentemente, è stato testato e certificato dal CSI, Ente del Gruppo IMQ specificatamente in merito alla capacità di modifica delle bande vibrazionali di un telefonino  (Rif/Ref n. C0189\FPM\MATs\16_1 del 30/03/2016).

L’iter di produzione e il marchio di Skudo®Wave sono stati BREVETTATI.
Il marchio SKUDO® e’ stato brevettato a livello internazionale dall’inventore del prodotto, il prof. Nicola Limardo e dalla sua Azienda di produzione del prodotto, la società EDIL NATURA SRL di Novara.  Il marchio base “SKUDO®” tutela anche i marchi affini come SKUDO®WAVE così come previsto dalle norme internazionali su marchi e brevetti. Anche l’iter di produzione è stato brevettato e certificato a livello europeo (European Patent n° 2073611) sempre dall’inventore e produttore di SKUDO®WAVE.

È stato dimostrato che il cellulare provoca una modifica cellulare o un danno al DNA?

Sì, numerosi studi scientifici l’hanno dimostrato, in vitro, in vivo su esseri umani e in vivo su animali. Ne citiamo alcuni:

in VIVO SU ESSERI UMANI:
–    lo studio di Nora Volkow pubblicato sul Journal of the American Medical Association (Jama) nel 2011 ha dimostrato come l’esposizione al cellulare MODIFICHI il metabolismo del glucosio nel cervello. Lo si vede molto bene nell’immagine della Pet, che mette a confronto la reazione del cervello quando ha vicino un cellulare acceso e uno spento. “I nostri risultati provano che il cervello è sensibile ai campi elettromagnetici a radiofrequenza dovuti al forte utilizzo dei telefoni cellulari. Non conosciamo ancora l’esito di questo cambiamento, ma sappiamo che è il telefonino a provocarlo. E nessuno d’ora in poi potrà più sostenere il contrario”.

Utilizzando le stesse condizioni di base pubblicate da JAMA, ma con telefono cellulare protetto con nanoprocessore SKUDO, è stata effettuata in Italia la PET (Tomografia ad emissione di Positroni) per provare “IN VIVO” l’efficacia del Nanoprocessore Skudo® e il Risultato è stato: Omogeneo consumo di FDG a livello cerebrale (glucosio ok).

PET con Skudo®

Test morfologico del sangue: MICROSCOPIA IN CAMPO OSCURO: Sangue prelevato dal lobo dell’orecchio dove è stato appoggiato precedentemente il telefonino in trasmissione per circa 10 minuti (senza e con Skudo®Wave). Tra le due fasi è stata mantenuta a riposo l’area della testa per circa 15 minuti per evitare interazioni tra le fasi.

test morfologico sangue immagine

–   gli scienziati svedesi, Lennart Hardell dell’University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University, hanno dimostrato e pubblicato sull’ Occupational Environmental Medicine che chi utilizza il cellulare da più di 10 anni per circa un’ora al giorno, vede aumentare le possibilità del 20 per cento di contrarre il glioma e del 30 per cento di ammalarsi di neuroma acustico.

–     Altri studi: alterazioni delle comunicazioni cellulari, del metabolismo e dei meccanismi di riparazione (Yurekli AI, 2006; ), compresi quelli relativi alla sorveglianza e protezione dal cancro, alterazioni del sonno e delle funzioni cognitive e della memoria (Lai H, 1996; Lai H, , 1998; Salford LG, 2003; Salford LG 2008; Nittby H, 2008; Fragopoulou AF, 2010), effetti cardiaci (Black DR, 2003; Szmigielski S, 1998), depressione, rottura della barriera ematoencefalica (Eberhardt JL, 2008; Persson BRR, 1997; Salford LG, 1994), alterazioni del sistema immunitario (Lushnikov KV, 2001; Lushnikov KV, 2003; Stankiewicz W, 2006; Huang ATF, 1980), della fertilità (Panagopoulos DJ, 2004) e dei sistemi di riproduzione (Seyhan N., 2006);

in VIVO SU ANIMALI:
–    Henry Lai, Laboratorio di ricerca elettromagnetica, Dipartimento di Bioingegneria, Scuola di Medicina e Collegio di Ingegneria, Università di Washington, Seattle, Washington, USA e Singh, 1995, 1996, 1997 dichiarano: abbiamo riportato un aumento di rotture del filamento singolo e in quello doppio del DNA, due forme di DANNO al DNA nelle cellule cerebrali dei ratti, dopo la loro esposizione a radiazione da radiofrequenza.

–   New York, venerdì 27 Maggio 2016: un grande studio durato due anni del National Toxicology Program statunitense afferma che ‘esposizione alle radiofrequenze tipiche dei cellulari aumenta i casi di tumore nei ratti maschi. Gli aumenti, piccoli ma statisticamente significativi, riguardano proprio gliomi, un tipo di cancro al cervello, e Schwannomi, gli stessi riscontrati da alcuni studio epidemiologici sull’uomo. Lo studio, costato 25 milioni di dollari, è stato condotto su oltre 2500 ratti e topi esposti a varie quantità di radiofrequenze in 21 camere progettate appositamente.  La decisione di pubblicare i risultati preliminari dello studio sui ratti è venuta dopo che il sito microwave.com ne aveva anticipato i risultati, mentre il rapporto completo, che è stato controllato e verificato da autorità indipendenti, sarà pubblicato l’anno prossimo. «Lo studio ha trovato una bassa incidenza di gliomi maligni nel cervello e schwannomi nel cuore dei ratti maschi esposti – scrivono gli esperti -. Dato l’ampio uso a tutte le età delle tecnologie per la comunicazione mobile anche un piccolo aumento che dovesse risultare dall’esposizione potrebbe avere grandi implicazioni per la salute pubblica».

in VITRO:
–    i test effettuati su cellule Jurkat esposte al campo elettromagnetico da telefono cellulare nel Laboratorio di Tossicologia genetica dell’Università di Perugia hanno evidenziato gli effetti genotossici che causano discontinuità nello scheletro fosfodiesterico; in particolare tali discontinuità possono risultare da rottura ad un singolo e doppio filamento del DNA.

–    Lo studio “Reflex”, finanziato dall’Unione Europea per due milioni di euro è stato effettuato negli anni 2000-2004 sotto il coordinamento della fondazione tedesca Verum di Monaco ed ha coinvolto altri undici tra istituti di ricerca e università di tutta Europa. I dati ottenuti hanno dimostrato che le cellule, dopo un’esposizione a campi elettromagnetici simili a quelli emessi dai cellulari, hanno mostrato un aumento delle frammentazioni dei filamenti sia doppi che singoli del DNA (il DNA trasporta le informazioni genetiche di un organismo e delle sue cellule), e la cellula non riusciva sempre a riparare il danno. «C’è inoltre una forte correlazione – osserva la ricerca – tra l’intensità e la durata dell’esposizione e l’aumento delle rotture delle catene semplici e doppie del DNA».

–    Analoghi effetti genetici per irraggiamenti a livello non termico sono riportati da Phillips JL (2009), Marinelli F. (2004) , Lai H. e Singh NP (1996)

 

L’effetto biologico nocivo alla cellula è certo?

Sì. Ad affermarlo è il Prof. Kurt Straif, dell’ Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che, nel 2011, ha dichiarato in merito alle radiofrequenze e ai campi elettromagnetici emessi anche dal telefonino: “alterano i flussi sanguigni cerebrali ma ci sono anche altri effetti di alterazione sul DNA”.

https://www.youtube.com/watch?v=nHlbtz3s-_Q

Video con intervista originale in inglese al prof Straif dello IARC

https://youtu.be/c3t_CISmjV4

Perché è importante agire sul DANNO biologico?

Il danno biologico è l’anticamera del danno sanitario, cioè della malattia. Non è certo che il danno biologico si trasformi in malattia, ma è certo che se non c’è danno biologico non ci può essere malattia. Per questo è importante ridurlo drasticamente.

Cosa dice l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC)?

COMUNICATO STAMPA N ° 208

IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) CLASSIFICA RADIOFREQUENZA CAMPI ELETTROMAGNETICI come possibilmente cancerogeni per l’uomo

Lione, Francia, 31 maggio 2011 – L’OMS / Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibilmente cancerogeni per l’uomo (gruppo 2B), sulla base di un aumentato rischio di glioma, un tipo maligno di cancro al cervello*, associati con l’uso del telefono senza fili.

(…)
Conclusioni
Il Dr Jonathan Samet (University of Southern California, USA), presidente generale del gruppo di lavoro, ha indicato che “la prova, mentre ne stanno ancora accumulando, è forte abbastanza per sostenere una conclusione e la classificazione 2B. La conclusione significa che ci potrebbe essere qualche rischio e quindi abbiamo bisogno di mantenere una stretta vigilanza nel collegamento tra telefoni cellulari e rischio di cancro“.

Euronews scienze: Servizio con intervista al prof. Kurt Straif dello IARC (da 1:40 a 2:60)
Il Ministero della Salute si è pronunciato?

Il Consiglio Superiore di Sanità (Ministero della salute) ha affrontato la questione dei rischi potenziali connessi con l’uso dei telefoni cellulari nella seduta del 15 novembre 2011. In linea con gli studi della Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) che ha classificato le radio frequenze nel gruppo 2B (possibili cancerogene per l’uomo) e in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio, pur rilevando che non esiste dimostrazione di alcun rapporto di causalità tra l’esposizione a radiofrequenze e le patologie tumorali, riconosce che le attuali conoscenze scientifiche non consentono di escludere l’esistenza di causalità in caso di uso molto intenso del telefono cellulare.

Il Consiglio pertanto, pur non quantificando il significato di «uso molto intenso del cellulare», conclude che, soprattutto per quanto riguarda i bambini, vada applicato il principio di precauzione in relazione ad un’educazione all’utilizzo del telefono cellulare, non indiscriminato ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità.

Il documento termina con l’informazione circa l’avvio da parte del Ministero della salute di una campagna d’informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato dei telefoni mobili.

Perché prodotti come Skudo®wave sono talvolta visti come inutili?

Chi lo afferma cade in genere, in errore perché accomuna Skudo®Wave a “prodotti schermanti” con i quali Skudo®Wavenon ha nulla a che fare. Infatti Skudo®Wave non ha la finalità di schermare le onde elettromagnetiche, bensì di agire come prevenzione dal danno biologico al DNA che le radiofrequenze possono causare.

Skudo®Wave non scherma il telefonino e non interferisce pertanto con le prestazioni del dispositivo sul quale viene applicato; se infatti agisse come un prodotto schermante, il possibile danno arrecato dal telefono cellulare sarebbe addirittura maggiore in quanto il telefonino dovrebbe ricercare  continuamente nuove “celle” di ripetitori alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’eccitazione della batteria e quindi delle componenti vibrazionali della materia che compongono il telefonino.

Skudo®wave è un prodotto schermante?

Skudo®Wave NON è un “prodotto schermante” in quanto non agisce come un sistema per la riduzione dei campi elettromagnetici artificiali perché, se così fosse, come affermato anche dall’ISS (istituto Superiore di Sanità) , il danno arrecato dalla batteria sarebbe ancora maggiore in quanto costringerebbe il telefonino a ricercare continuamente nuove celle alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’intensità delle onde elettromagnetiche.

La conferma viene anche dall’ISS (istituto Superiore di Sanità) che in merito all’efficacia dei “prodotti schermanti”, precisa: “Sono stati messi in commercio molti dispositivi che pretendono di ridurre le esposizioni dovute ai telefoni cellulari. Le prove effettuate hanno mostrato che in genere questi non funzionano come reclamizzato. Le cosiddette “schermature” in genere interferiscono con il corretto funzionamento del telefono, costringendolo ad aumentare la potenza, con un conseguente aumento – anziché una riduzione – dell’esposizione”.

Bisogna quindi diffidare dai prodotti che agiscono sulla riduzione delle radiofrequenze perché, oltre a interferire con la funzionalità del telefono stesso (se diminuisco le radiofrequenze rendo difficoltoso il telefonare), innescano un danno maggiore in quanto costringono la batteria ad una maggiore attività con il conseguente aumento del campo elettromagnetico generato dall’instabilità degli elettroni.

Ci sono precedenti giudiziari sul tema danni provocati dal cellulare?

Il Tribunale di Brescia si è ufficialmente espresso in merito al nesso causa-effetto fra l’utilizzo del cellulare e l’insorgere di una patologia cancerosa nel caso di Innocente Marcolini, ex direttore finanziario di una multinazionale bresciana, che, avendo utilizzato per anni il telefono cellulare per motivi di lavoro,  si è ammalato gravemente di tumore al trigemino;  la sentenza  ha confermato il nesso causa-effetto e l’INAIL ha dovuto ritenerlo invalido all’80% e corrispondergli una rendita. (Scarica la sentenza)

Skudo®wave è attivo solo nel punto in cui viene applicato? 


Skudo®wave è attivo sull’intero dispositivo perché va a influire sugli atomi dell’apparecchiatura con i quali viene a contatto direttamente e, poi, tutti gli altri atomi immediatamente vengono “informatizzati” dai primi; si utilizza quindi l’effetto di trasmissione “a cascata”.

Ecco perché, per esempio, quando si applica un nanoprocessore su un angolino del computer, immediatamente tutta la “massa” ne assume gli “ordini”. Tale sistema è meglio definito scientificamente “a cascata quantica”.

Così operando, facciamo in modo che gli elettroni presenti nella materia che compone il telefonino non diventino caotici (ciò avviene prevalentemente quando lo spin globale dell’elettrone è levogiro) e, per quanto è possibile, tendano a essere in equilibrio con le Leggi Fondamentali della Natura.

Su quali apparecchiature si può utilizzare?

Skudo®Wave è utilizzabile anche sulle apparecchiature elettriche e/o elettroniche (computer, mouse, sistemi Wi-Fi, modem, tablet, auricolari bluetooth, elettrodomestici da cucina, ecc.) che emettono campi elettromagnetici di bassa-media entità (fino a 0,2 microTesla di induzione magnetica e fino a 100 V/m di campo elettrico).

Perché le case produttrici non inseriscono Skudo®wave nei cellulari?

Quando il Produttore Edil Natura ha fatto testare il nanoprocessore Skudo® negli Stati Uniti, due giganti della telefonia si sono interessati al prodotto al punto da portarlo ad un’importante fiera del settore: le reazioni del pubblico sono state entusiastiche.

A seguire è intervenuto lo studio legale di queste compagnie che ha sconsigliato l’applicazione nei telefoni del nanoprocessore Skudo®  in quanto lo stesso risultava “in grado di ridurre notevolmente il danno al DNA emesso dal cellulare” e, applicandolo all’interno, significava confermare tutto ciò da parte di chi generava il danno, ossia i produttori di telefonini (anche se dal canto loro si erano tutelati inserendo nel foglio illustrativo la precauzione di tenere il cellulare ad almeno 1 cm dal corpo).

Vi era quindi il rischio di una Class Action da parte di tutti coloro che avevano acquistato il telefonino. È stata allora esaminata la possibilità di modificare la dicitura da “danno” a “disturbo” ma, dato che i certificati parlavano chiaro, ossia di “danno”, confermato anche dalla PET,  il rischio era troppo alto.

Siamo immersi nelle onde elettromagnetiche, perché preoccuparci solo dei cellulari?


Il telefonino lo appoggiamo all’orecchio quando telefoniamo mentre gli altri dispositivi (ad esempio le radio) non sono a contatto con la testa: il vero pericolo è dato dal fotone di tipo gamma che ha una “gittata” di alcuni millimetri (ecco perché i produttori scrivono di non tenere addosso il telefonino).
Anche se siamo immersi in un campo elettromagnetico, i fattori veramente nocivi per la nostra salute sono la vicinanza della fonte al nostro corpo (specie la testa, il cuore e gli organi genitali), la dose di radiazione elettromagnetica e il tempo di esposizione.

Altroconsumo: la risposta, la denuncia, la querela

In data 25 gennaio 2016 Altroconsumo ha pubblicato la news che altri siti hanno ripreso in merito a Skudo®wave di cui Altroconsumo aveva già parlato nel numero di gennaio 2016 definendolo prodotto inutile e bufala.

LA RISPOSTA
ALTROCONSUMO è caduto in questo errore di premessa: l’aver accomunato Skudo®wave ad altri prodotti precedentemente apparsi sul mercato (vedi coccinelle) con cui Skudo®wave non ha nulla a che fare. Infatti Skudo®wave non ha la finalità di schermare le onde elettromagnetiche, né si è mai dichiarato che questo sia il suo effetto; al contrario, il nostro prodotto agisce significativamente sulla dannosità delle radiofrequenze per il DNA, contribuendo a ridurre il danno biologico ai suoi filamenti.

Il danno che Skudo®wave contribuisce a ridurre è stato provato in vari studi (contrariamente a quanto affermato da ALTROCONSUMO) che riportiamo in seguito.

Per informare tempestivamente i consumatori, il Produttore e il Distributore di Skudo®Wave hanno pubblicato domenica 24 gennaio 2016 sul CORRIERE DELLA SERA il seguente avviso:


AVVISO AI CONSUMATORI

La società Edil Natura Srl (azienda produttrice) e la società Mobisafe Distribution Italia Srl (azienda distributrice)

A V V I S A N O

tutti i consumatori che il prodotto Skudo®Wave (precedentemente denominato Convertitore d’onda Geoprotex®), come evidenziato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Perugia e come pubblicato dalla SITI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica),

RIDUCE IN MODO SIGNIFICATIVO

il danno primario al DNA che può essere causato dai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari

SMENTENDO

in modo categorico l’articolo comparso sul numero 299 di Altroconsumo di gennaio 2016, pagina 28 che afferma: “si tratta di un prodotto inutile. I produttori di questo genere giocano con il fattore disinformazione. Quando si parla di onde elettromagnetiche sembra che basti snocciolare qualche studio fantomatico per dare un alone di scientificità a un prodotto. Così coccinelle, farfalle e fantasmini, secondo alcuni produttori, dovrebbero proteggerci dalle onde elettromagnetiche mentre usiamo i cellulari”.

Non si tratta pertanto di una “bufala” in quanto, come si evince dalla “valutazione in vitro [del] danno al DNA in cellule Jurkat esposte al campo elettromagnetico da telefono cellulare”, rilasciata dal Dr. Massimo Moretti dell’Università di Perugia Sezione di Sanità Pubblica e scaricabile dal sito www.skudowave.com, “il dispositivo Geoprotex® è risultato in grado di ridurre significativamente gli effetti genotossici conseguenti alla esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono cellulare, riconducendo il danno primario al DNA causato dal telefono in trasmissione a livelli praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo”.

Si informa altresì che Edil Natura Srl e Mobisafe Distribution Italia Srl hanno già provveduto a diffidare la rivista “ALTROCONSUMO” per il contenuto lesivo del loro articolo e hanno conferito mandato ai loro legali per procedere alla tutela dei loro diritti e di quelli dei  loro Partners commerciali in ogni competente sede giudiziaria.


LE RISPOSTE AD ALTROCONSUMO PUNTO PER PUNTO

ALTROCONSUMO
Ne abbamo parlato sulla rivista di gennaio, dove abbiamo risposto alle (giuste) perplessità di un nostro socio. Ora il produttore di Skudo Wave ha pubblicato un “avviso ai consumatori” sul Corriere della sera e noi torniamo sull’argomento con alcune precisazioni. Ecco perché rimaniamo dell’idea che sia un prodotto inutile.

Sul numero 299 di Altroconsumo abbiamo risposto alle perplessità di un socio riguardo Skudo Wave, un prodotto che vanta di essere in grado di ridurre in modo significativo i danni che possono essere causati dall’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari.

MOBISAFE
Il test effettuato dal Dr. Massimo Moretti  del Laboratorio di Tossicologia Genetica dell’Università degli Studi di Perugia conclude con la dichiarazione che il dispositivo Geoprotex (oggi denominato commercialmente con il marchio Skudo® e Skudo®wave) “è risultato in grado di ridurre significativamente gli effetti genotossici conseguenti alla esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono cellulare, riconducendo il danno primario al DNA causato dal telefono in trasmissione a livelli praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo” e il risultato del test è stato accettato dal Comitato Scientifico del SITI, la più importante società scientifica italiana che opera nella Sanità Pubblica, che l’ha pubblicato sugli Atti del 43° Congresso Nazionale.

ALTROCONSUMO
In seguito all’avviso ai consumatori pubblicato dal produttore sul Corriere della sera e sul sito del prodotto, ci teniamo a fare qualche precisazione a riguardo. Iniziamo con il dire che l’articolo pubblicato è correttamente basato e coerente con le evidenze scientifiche allo stato disponibili e con le valutazioni espresse dalle massime Autorità del settore a livello nazionale e internazionale il parere dell’Istituto Superiore di Sanità

È opportuno fare un riferimento innanzi tutto a quanto pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità sui “prodotti schermanti” (Skudo®wave non è un prodotto schermante!!!). In merito alla loro efficacia, infatti, l’ISS precisa “Sono stati messi in commercio molti dispositivi che pretendono di ridurre le esposizioni dovute ai telefoni cellulari. Le prove effettuate hanno mostrato che in genere questi non funzionano come reclamizzato. Le cosiddette “schermature” in genere interferiscono con il corretto funzionamento del telefono, costringendolo ad aumentare la potenza, con un conseguente aumento – anziché una riduzione – dell’esposizione” (per approfondimenti sul tema, è possibile visitare la sezione FAQ del sito dell’Istituto Superiore di Sanità).
Le dimensioni ridotte comunque non aiuterebbero (Skudo®wave non è un prodotto schermante, non ha pertanto alcun senso quanto di seguito scritto) In ogni caso, ipotizzando che il materiale utilizzato per la fabbricazione del prodotto fosse davvero in grado di schermare le onde elettromagnetiche, le dimensioni dell’oggetto sarebbero troppo ridotte rispetto alla sorgente per garantire una funzione influente rispetto all’esposizione umana. Senza contare che, se questi prodotti svolgessero davvero una funzione di “schermatura”, questa provocherebbe difficoltà di connessione con la rete, con conseguente eventuale aumento delle emissioni dalla sorgente e quindi potenzialmente dall’esposizione stessa. Dalla verifica della documentazione fornita a supporto dell’efficacia del prodotto e disponibile in rete emergono incongruenze con gli autorevoli pareri scientifici diffusi e condivisi.
Promesse non supportate da evidenze scientifiche

MOBISAFE
È da chiedersi se Altroconsumo si sia mai informato in merito al prodotto che andava a criticare (proprio mentre lo stesso Altroconsumo si accingeva a regalare uno smartphone ai nuovi associati); se Altroconsumo avesse analizzato le caratteristiche di Skudo®wave, avrebbe evitato errori lampanti, quali accomunare Skudo®wave ai prodotti schermanti e parlare di mancanza di autorevoli pareri scientifici. Infatti:

SKUDO®WAVE NON È UN PRODOTTO SCHERMANTE
in quanto non agisce come un sistema per la riduzione dei campi elettromagnetici artificiali; i prodotti che svolgono una funzione di schermatura, oltre alla difficoltà di connessione con la rete, causano un aumento dell’intensità delle onde elettromagnetiche dalla sorgente. Al riguardo l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) precisa “Sono stati messi in commercio molti dispositivi che pretendono di ridurre le esposizioni dovute ai telefoni cellulari. Le prove effettuate hanno mostrato che in genere questi non funzionano come reclamizzato. Le cosiddette “schermature” in genere interferiscono con il corretto funzionamento del telefono, costringendolo ad aumentare la potenza, con un conseguente aumento – anziché una riduzione – dell’esposizione”.

LE PROVE SCIENTIFICHE
Oltre alle numerose prove scientifiche, la Corte di Cassazione con la sentenza 17438/2012 ha accertato un collegamento diretto causa-effetto tra l’uso del cellulare e l’insorgere di una patologia cancerosa, riconoscendo al direttore finanziario di una multinazionale bresciana la malattia professionale e quindi il risarcimento (pensione di invalidità) da parte dell’INAIL.

ALCUNI STUDI COMPROVANTI IL DANNO BIOLOGICO CAUSATO DAL CELLULARE


in VIVO SU ESSERI UMANI:
–    lo studio di Nora Volkow pubblicato sul Journal of the American Medical Association (Jama 23 Febbraio 2011, Vol 305, No. 8 ) ha dimostrato come l’esposizione al cellulare (non protetto da alcun dispositivo) MODIFICHI il metabolismo del glucosio nel cervello. Lo si vede molto bene nell’immagine della Pet, che mette a confronto la reazione del cervello quando ha vicino un cellulare acceso e uno spento. “I nostri risultati provano che il cervello è sensibile ai campi elettromagnetici a radiofrequenza dovuti al forte utilizzo dei telefoni cellulari. Non conosciamo ancora l’esito di questo cambiamento, ma sappiamo che è il telefonino a provocarlo. E nessuno d’ora in poi potrà più sostenere il contrario”.
– Utilizzando le stesse condizioni di base pubblicate da JAMA, ma con telefono cellulare protetto con nanoprocessore SKUDO, è stata effettuata in Italia la PET (Tomografia ad emissione di Positroni) per provare “IN VIVO” l’efficacia del Nanoprocessore Skudo® e il Risultato è stato: Omogeneo consumo di FDG a livello cerebrale (glucosio ok).

PET con Skudo®

–  gli scienziati svedesi, Lennart Hardell dell’University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University, hanno dimostrato e pubblicato sull’ Occupational Environmental Medicine (Occup Environ Med 2007;64:626-632 doi:10.1136/oem.2006.029751) che chi utilizza il cellulare da più di 10 anni per circa un’ora al giorno, vede aumentare le possibilità del 20 per cento di contrarre il glioma e del 30 per cento di ammalarsi di neuroma acustico.

–    Lo studio “Reflex” (pubblicato da PubMed Us National Library of Medicine National Institute of Health Mutat Res. 2007 Jan 10;626(1-2):42-7. Epub 2006 Sep 25.), finanziato dall’Unione Europea per due milioni di euro – è stato effettuato negli anni 2000-2004 sotto il coordinamento della fondazione tedesca Verum di Monaco ed ha coinvolto altri undici tra istituti di ricerca e università di tutta Europa. I dati ottenuti hanno dimostrato che le cellule, dopo un’esposizione a campi elettromagnetici simili a quelli emessi dai cellulari, hanno mostrato un aumento delle frammentazioni dei filamenti sia doppi che singoli del DNA e la cellula non riusciva sempre a riparare il danno. «C’è inoltre una forte correlazione – osserva la ricerca – tra l’intensità e la durata dell’esposizione e l’aumento delle rotture delle catene semplici e doppie del DNA».

Test morfologico del sangue: MICROSCOPIA IN CAMPO OSCURO: Sangue prelevato dal lobo dell’orecchio dove è stato appoggiato precedentemente il telefonino in trasmissione per circa 10 minuti (senza e con Skudo®Wave). Tra le due fasi è stata mantenuta a riposo l’area della testa per circa 15 minuti per evitare interazioni tra le fasi.

test morfologico sangue immagine



in VIVO SU ANIMALI:
–    Henry Lai, Laboratorio di ricerca elettromagnetica, Dipartimento di Bioingegneria, Scuola di Medicina e Collegio di Ingegneria, Università di Washington, Seattle, Washington, USA e Singh dichiarano: abbiamo riportato un aumento di rotture del filamento singolo e in quello doppio del DNA, due forme di DANNO al DNA nelle cellule cerebrali dei ratti, dopo la loro esposizione a radiazione da radiofrequenza (Bioelectromagnetics, 1995, 16; J Radiation Biol 1996 69 (4).
—   New York, venerdì 27 Maggio 2016: un grande studio durato due anni del National Toxicology Program statunitense afferma che ‘esposizione alle radiofrequenze tipiche dei cellulari aumenta i casi di tumore nei ratti maschi. Gli aumenti, piccoli ma statisticamente significativi, riguardano proprio gliomi, un tipo di cancro al cervello, e Schwannomi, gli stessi riscontrati da alcuni studio epidemiologici sull’uomo. Lo studio, costato 25 milioni di dollari, è stato condotto su oltre 2500 ratti e topi esposti a varie quantità di radiofrequenze in 21 camere progettate appositamente.  La decisione di pubblicare i risultati preliminari dello studio sui ratti è venuta dopo che il sito microwave.com ne aveva anticipato i risultati, mentre il rapporto completo, che è stato controllato e verificato da autorità indipendenti, sarà pubblicato l’anno prossimo. «Lo studio ha trovato una bassa incidenza di gliomi maligni nel cervello e schwannomi nel cuore dei ratti maschi esposti – scrivono gli esperti -. Dato l’ampio uso a tutte le età delle tecnologie per la comunicazione mobile anche un piccolo aumento che dovesse risultare dall’esposizione potrebbe avere grandi implicazioni per la salute pubblica».

in VITRO:
–    i test effettuati su cellule Jurkat esposte al campo elettromagnetico da telefono cellulare nel Laboratorio di Tossicologia genetica dell’Università di Perugia hanno evidenziato gli effetti genotossici che causano discontinuità nello scheletro fosfodiesterico; in particolare tali discontinuità possono risultare da rottura ad un singolo filamento del DNA, al doppio filamento (pubblicazione atti congressuali  2008 43° Congresso Nazionale SiTi (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) .

IL MINISTERO DELLA SALUTE (e lo IARC)
Il Consiglio Superiore di Sanità ha affrontato la questione dei rischi potenziali connessi con l’uso dei telefoni cellulari nella seduta del 15 novembre 2011. In linea con gli studi della Iarc (International Agency for Research on Cancer) che ha classificato le radio frequenze nel gruppo 2B (possibili cancerogene per l’uomo) e in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio, pur rilevando che non esiste dimostrazione di alcun rapporto di causalità tra l’esposizione a radiofrequenze e le patologie tumorali, riconosce che le attuali conoscenze scientifiche non consentono di escludere l’esistenza di causalità in caso di uso molto intenso del telefono cellulare. Il Consiglio pertanto, pur non quantificando il significato di «uso molto intenso del cellulare», suggerisce che, soprattutto per quanto riguarda i bambini, vada applicato il principio di precauzione in relazione ad un’educazione all’utilizzo del telefono cellulare, non indiscriminato ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità. Il documento termina con l’informazione circa l’avvio da parte del Ministero della salute di una campagna d’informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato dei telefoni mobili.


LA DENUNCIA E LA QUERELA DA PARTE DELL’INVENTORE E PRODUTTORE DI SKUDO®WAVE
ALTROCONSUMO DENUNCIATA/QUERELATA PER DIFFAMAZIONE DAL PRODUTTORE (Edil Natura Srl) E DALL’ INVENTORE (Nicola Limardo) DI SKUDO®WAVE

A fronte dei giudizi denigranti, confusi e del tutto privi di qualsivoglia fondamento scientifico sul nanoprocessore Skudo®Wave pubblicati sul numero (sia cartaceo che on line) di gennaio 2016 della rivista “ Altroconsumo”, edita da Altroconsumo Edizioni s.r.l, espressione della Associazione consumieristica “Altroconsumo”, e su altre pagine successive del sito “www.altroconsumo.it” , lo scorso 22.03.16 il sottoscritto Nicola Limardo si è visto costretto a sporgere denuncia-querela nei confronti dei responsabili per il reato di diffamazione. E’ intenzione del produttore e dell’inventore agire anche per il ristoro dei gravissimi danni subiti.
Tale azione si è resa necessaria atteso che Altroconsumo è rimasta sostanzialmente sulle proprie posizioni iniziali ribadite anche nelle note a commento delle rettifiche pubblicate su richiesta dello scrivente.
In detti commenti, infatti, Skudo®Wave oltre che ad essere presentato in modo tecnicamente errato a dimostrazione della completa ignoranza di Altrconsumo in ordine alla effettiva natura ed efficacia del prodotto, è stato inequivocabilmente definito una “bufala” ed “inutile” e il sottoscritto assimilato ad un faccendiere equivoco e truffaldino, ingenerando un gravissimo danno all’immagine professionale ed alla reputazione sia di Edil Natura, produttore, che dell’inventore, arch. Nicola Limardo nonché degli importanti partners commerciali che attualmente distribuiscono il prodotto con il proprio marchio.
Al contrario, il prodotto Skudo®Wave è in grado di ridurre significativamente il rischio di danno al DNA che può essere generato dall’emissione nociva dei campi elettromagnetici del telefono cellulare, come accertato dopo verifiche sia “in vitro” che “in vivo”, ossia direttamente sull’uomo.
Detta capacità è stata verificata e certificata nel corso degli anni anche da organismi notificati a livello europeo e il suo processo di produzione ha recentemente ottenuto la certificazione di brevetto europeo.
L’inventore del prodotto è l’arch. Nicola Limardo, responsabile scientifico nel settore della salute ambientale nonché docente dell’ associazione ILMA (Italian Lifestyle Medicine Association), legata alla prestigiosa Università “Harvard” di Boston, e che organizza e gestisce i corsi di Alta Formazione, attualmente tenuti in Italia presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il produttore è Edil Natura srl di Novara (sito www.geoprotex.com).