Telecolor: Medicina amica: i rischi connessi all’utilizzo dei cellulari

TELECOLOR, TRASMISSIONE sui rischi connessi all’utilizzo dei telefoni cellulari sia per gli adulti, sia per i ragazzi

Cosa succede quando appoggiamo il cellulare alla testa?

Telecolor ne parla: “in questa puntata di ‘Medicina Amica’ insieme al Prof. Nicola Limardo, scopriremo che sopra e sotto di noi esistono delle radiazioni benefiche ed altre nocive e ci darà qualche consiglio sul come difendere e proteggere la nostra salute da esse”.

TAR: il Ministero deve informare sui rischi dei telefonini

TAR: il Ministero deve informare sui rischi dei telefonini

TAR: il Ministero deve informare sui rischi dei telefonini. Entro sei mesi la campagna informativa

16 GENNAIO 2019
“I MINISTERI dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, entro sei mesi al massimo, dovranno adottare una campagna informativa sulle corrette modalità d’uso di telefonini e cordless e sui rischi per la salute
e per l’ambiente connessi a un loro uso improprio. L’ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo parzialmente un ricorso proposto dall’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog” (Repubblica 16 gennaio 2019).

15 NOVEMBRE 2011
Il Consiglio Superiore di Sanità (Ministero della salute)
ha affrontato la questione dei rischi potenziali connessi con l’uso dei telefoni cellulari già nella seduta del 15 novembre 2011. In linea con gli studi della Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) che ha classificato le radio frequenze nel gruppo 2B (possibili cancerogene per l’uomo) e in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio, pur rilevando che non esiste dimostrazione di alcun rapporto di causalità tra l’esposizione a radiofrequenze e le patologie tumorali, riconosce che le attuali conoscenze scientifiche non consentono di escludere l’esistenza di causalità in caso di uso molto intenso del telefono cellulare.

Il Consiglio pertanto, pur non quantificando il significato di «uso molto intenso del cellulare», conclude che, soprattutto per quanto riguarda i bambini, vada applicato il principio di precauzione in relazione ad un’educazione all’utilizzo del telefono cellulare, non indiscriminato ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità.

Il documento termina con l’informazione circa l’avvio da parte del Ministero della salute di una campagna d’informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato dei telefoni mobili.

LA SUDDETTA CAMPAGNA
NON E’ STATA MAI ATTUATA

nonostante le recenti sentenze del tribunale che hanno accertato il nesso causa-effetto fra l’utilizzo del cellulare e l’insorgere di una patologia cancerosa

MA
OGGI IL TAR

“… constatato che “nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la preannunciata campagna informativa non risulta essere stata ancora attuata”, ha ritenuto di dichiarare “l’OBBLIGO del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, avente a oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi.

La predetta campagna d’informazione e d’educazione ambientale dovrà essere attuata nel termine di sei mesi dalla notifica” della sentenza “avvalendosi dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute” (Fonte Repubblica 16 gennaio 2019).

Fonte: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/01/16/news/tar_ministeri_informino_sui_rischi_dei_telefonini-216696504/

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Allontanare il cellulare dal corpo (Report RAI3)

Allontanare il cellulare dal corpo (Report RAI3)

REPORT: SU RAI3 PARLANO I MASSIMI ESPERTI DI RADIOFREQUENZE
TENETE IL CELLULARE A DISTANZA DAL CORPO E TOGLIETELO AI BAMBINI

La trasmissione Report di Rai3 di lunedì 26 novembre 2018 ha scoperchiato il problema della pericolosità dei cellulari, e non solo.

Di seguito una parziale trascrizione della trasmissione:

IL PROFESSOR GANDHI, massimo esperto di elettromagnetismo, un tempo anche consulente per l’industria, è stato fra i primi al mondo a valutare l’assorbimento delle radiofrequenze nel cranio dei bambini.

“Lo spessore dell’orecchio in un bambino è molto più piccolo di quello di un adulto. Quando uno appoggia il telefono vicino al cervello, per ogni millimetro c’è un aumento di esposizione alle radiofrequenze dal 10 al 20%”.

DEVRA LEE DAVIS, l’epidemiologa statunitense premio Nobel, nel 2010 ha scritto il libro “Disconnect” sulle verità dei cellulari e sulle contraddizioni dei tanti studi scientifici pilotati dall’industria. “La gente non sa che anche quando non stiamo parlando, il nostro cellulare continua a ricevere segnali dalle antenne e le radiazioni penetrano nei tessuti”

A CHE DISTANZA DOVREMMO TENERLO?

“Bastano anche pochi centimetri, la distanza è nostra amica. Ogni singolo millimetro di distanza diminuisce l’esposizione del 15%”.

MARC ARAZI, Presidente Ong Phonegate alert
Emissioni SAR dei cellulari (il sar viene calcolato dagli stessi produttori di cellulari)
Nel 2015 Marc Arazi si imbatte nei test effettuati dall’Agenzia Nazionale delle frequenze che aveva testato l’utilizzo reale ciò a contatto diretto con il corpo di diverse centinaia di telefoni cellulari.

In base a questo test è emerso che 9 telefoni su 10 superavano i limiti.

Prima del 2016 il SAR in Europa veniva calcolato ad una distanza fra i 15 e 25 mm dalla pelle (come se il telefono si usasse sospeso a 2,5 cm)

Una volta scoperto che 9 telefoni su 10 superavano le soglie regolamentari europee, hanno cambiato la legge. Ora c’è l’obbligo di testare i cellulari a una distanza massima di 5 mm, almeno così dice l’Agenzia Nazionale delle frequenze, ma nel documento si parla di un generico “qualche millimetro di distanza”.

Quindi i consumatori sono stati truffati? , quando hanno immesso i telefoni sul mercato, sapevano perfettamente che stavano sovraesponendo in modo estremamente importante, acuto e cronico migliaia di utenti in tutto il mondo”.

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È un vero peccato
che si ponga sempre l’enfasi sul problema
e mai sulla soluzione scoperta proprio in Italia:
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Sentenza di Ivrea: riconosciuto nesso fra tumore al cervello e uso del cellulare

Sentenza di Ivrea: riconosciuto nesso fra tumore al cervello e uso del cellulare

Riconosciuto il nesso di causa-effetto tra il tumore al cervello e l’uso del telefono cellulare ripetuto nel corso della giornata. la Sentenza di Ivrea.

Sentenza shock: l’uso non corretto del cellulare è causa del tumore al cervello. La prova è stata raggiunta nel corso di una causa davanti al tribunale di Ivrea: il giudice ha appena emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’Inail a risarcire gli eredi di un dipendente Telecom che, per 15 anni, aveva utilizzato il telefonino per tre ore al giorno.

Non è la prima volta che, in un tribunale italiano, viene affermato il principio secondo cui il cellulare provoca il cancro al cervello. Già nel 2012 la Cassazione aveva raggiunto la medesima convinzione ritenendo sussistente una «ragionevole certezza» (e non la semplice probabilità) dell’esistenza di un legame tra tumore e le radiazioni elettromagnetiche emesse dal cellulare. Insomma, chi per lavoro è costretto a utilizzare spesso il telefonino e non usa gli auricolari per propria incuria può ugualmente ottenere, a seguito della diagnosi di un tumore al cervello, il risarcimento per la malattia professionale. E non conta che sia stato il dipendente stesso a non prendere le dovute precauzioni dalle onde, cosa che sarebbe ben possibile utilizzando anche un auricolare bluetooth.

La sentenza del Tribunale di Ivrea riconosce quindi il forte legame che sussiste tra il cancro al cervello e l’uso di un telefono cellulare fanno sapere gli avvocati che hanno patrocinato la causa.

Il cellulare fa male. La conferma non è però così recente come sembrerebbe. Già nel 2011 la Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) aveva appurato l’effetto cancerogeno delle onde elettromagnetiche del telefonino, inserendo così il cellulare tra i dispositivo pericolosi (categoria 2b). «Il fatto che nel 2017 i tribunali italiani riconoscano già in primo grado la causa oncogena insita nei campi elettromagnetici generati dal cellulare è il segno del continuo avanzamento delle conoscenze scientifiche» spiega il legale del dipendente ammalatosi, il quale – in conferenza stampa – ha confessato che, inizialmente, aveva creduto di essere affetto solo da un’infezione all’orecchio.

Sulle pagine di Repubblica, l’avvocato Renato Ambrosio spiega: «abbiamo avuto difficoltà sul profilo medico e scientifico perché ci è stato detto che non c’erano prove che potesse creare un tumore, ma è stato detto che non si poteva anche dire il contrario. Questa sentenza invece dice proprio che c’è un nesso causale ed è per questo che ora chi ci governa debba prendersi la responsabilità di fare qualcosa». Ad essere maggiormente esposti al rischio per la salute sono i bambini e le donne in gravidanza.

La sentenza, nel dettaglio, ha il merito di accertare l’esistenza di una malattia professionale che ha avuto come conseguenza un danno biologico permanente del 23 per cento. Ha perciò condannato Inail «alla corresponsione del relativo beneficio a decorrere dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa, oltre agli interessi al tasso legale e l’eventuale maggior danno in misura pari alla differenza tra la rivalutazione monetaria e il tasso legale sui ratei maturati e non riscossi, a decorrere da a decorrere dal 121° giorno dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa».

LA SENTENZA

Tribunale Ordinario di Ivrea

Sezione Lavoro LAVORO VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 452/2015

Tra ROMEO ROBERTO

ATTORE/I

E INAIL

CONVENUTO/I

Oggi 30 marzo 2017, alle ore 11.15, innanzi al dott. Luca Fadda, sono comparsi: ROMEO ROBERTO , assistito dall’avv. S. BERTONE e C. GHIBAUDO

per INAIL l’avv. L. CLERICO.

Parte ricorrente insiste come in atti per l’accoglimento delle domande tutte formulate, reiterando le osservazioni alla CTU della dott.ssa Piscozzi; reitera le proprie difese evidenziando, comunque, che la malattia, all’epoca dei fatti, risultava tabellata.

Parte resistente insiste come in atti per la reiezione delle domande tutte formulate nei propri confronti , reiterando le osservazioni alla CTU del dott. Crosignani del proprio CTO, nonché reiterate al verbale di udienza 28.9.20016, lamentando la mancata prova del nesso causale; contesta in ogni caso che trattasi di malattia tabellata all’epoca dei fatti ed attualmente, poichè all’epoca dei fatti non era prevista “nosologicamente” la patologia denunciata, richiamandosi alla circolare Inail n°47/2008 .

Il Giudice

dato atto, si ritira in camera di consiglio per la decisione e, all’esito, pronuncia il seguente dispositivo, dandone lettura in udienza

Il Giudice

dott. Luca Fadda

Sentenza n. 96/2017 pubbl. il 30/03/2017 RG n. 452/2015

ROMEO ROBERTO INAIL

Tribunale Ordinario di Ivrea

Sezione Lavoro LAVORO VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 452/2015 tra

ROMEO ROBERTO

ATTORE/I

INAIL

CONVENUTO/I

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL GIUDICE DEL LAVORO Dr. LUCA FADDA

Avv. R. AMBROSIO, C. GHIBAUDO e S. BERTONE Ricorrente

all’udienza del giorno 30.3.2017 nella causa civile pendente tra ROMEO Roberto

INAIL

contro

Avv. L. CLERICO

ha pronunciato sentenza con il seguente dispositivo

P.Q. M.

ogni altra domanda, eccezione e deduzione respinta, definitivamente decidendo:

A) in parziale accoglimento del ricorso, dichiara che Romeo Roberto è affetto da una malattia professionale che ha comportato un danno biologico permanente del 23% e, per l’effetto,

B) condanna l’Inail alla corresponsione del relativo beneficio a decorrere dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa, oltre agli interessi al tasso legale e l’eventuale maggior danno in misura pari alla differenza tra la rivalutazione monetaria e il tasso legale sui ratei maturati e non riscossi, a decorrere da a decorrere dal 121’ giorno dalla data della presentazione della domanda in sede amministrativa;

B) condanna l’Inail alla rifusione delle spese processuali sostenute da Romeo Roberto, che liquida in complessivi € 2.500,00 per compensi ed euro 43,00, oltre 15% per spese generali, I.V.A. e C.P.A. come per legge, con distrazione delle stesse in favore degli avv.ti Renato Ambrosio, Stefano Bertone e Chiara Ghibaudo dichiaratisi antistatari;

C) pone definitivamente a carico dell’Inail le spese di CTU, come provvisoriamente liquidate in corso di causa.

Visto l’art. 429 comma 1 cpc indica in giorni sessanta il termine per il deposito della motivazione

Così deciso in Ivrea, il 30.3.2017

IL GIUDICE DEL LAVORO dott. Luca FADDA

Fonte: https://www.laleggepertutti.it/158571_luso-del-cellulare-provoca-il-cancro

Forbes: ecco i cellulari più pericolosi al mondo

Forbes: ecco i cellulari più pericolosi al mondo

Forbes, riprendendo una ricerca di Statista basata sui dati del Bundesamt für Strahlenschutz, l’Ufficio Federale Tedesco per la protezione dalle radiazioni, ha stilato una lista dei cellulari più pericolosi al mondo in termini di livelli di radiazioni emesse. Stupisce che nella lista non compaia alcun cellulare Samsung.

Al primo posto della classifica di Forbes c’è Xiaomi Mi A1 con Android One, a quota 1,75, al secondo posto OnePlus 5T con 1,68 e, a seguire in ordine di pericolosità, Huawei Mate 9 (1,64), Nokia Lumia 630 (1,51), Huawei P9 Plus (1,48), Huawei GX8 (1,44), Huawei P9 (1,43), Huawei Nova Plus 1,41, OnePlus 5 (1,39), Huawei P9 Lite (1,38), iPhone 7 (1,38), Sony Xperia XZ1 Compact (1,36), iPhone 8 (1,32), ZTE Axon 7 Mini (1,29), BlackBerry DTEK60 (1,28), iPhone 7 Plus (1,24).

IL DANNO BIOLOGICO CELLULARE CAUSATO DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI EMESSI DAI CELLULARI È CERTO

Sulla esistenza del danno biologico cellulare non ci sono più dubbi dato che è stato confermato sin dal 2011 dal portavoce dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) di Lione, prof. Kurt Straif il quale, durante una intervista televisiva su Euronews riconosceva esplicitamente che i campi elettromagnetici emessi dal cellulare “alterano i flussi sanguigni cerebrali e che ci sono anche altre alterazioni al DNA”.


USARE IL CELLULARE È PERICOLOSO

L’uso non accorto del cellulare a nostro avviso costituisce un vero pericolo e anche se non si ha ancora la certezza del fatto che il cellulare sia stata la causa, ad esempio, del forte aumento di gliomi (tumore maligno sotto l’orecchio) e neurinomi al nervo acustico, è legittimo sospettare che ci sia una precisa correlazione tra l’incremento di tali patologie  e l’incremento dell’uso del telefonino.

Alla luce delle attuali conoscenze, le spesse Autorità preposte (anche l’ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA’) suggeriscono prudenza nell’uso dei telefonini in virtù del principio di precauzione.

LA SOLUZIONE
per ridurre drasticamente il danno al DNA riducendo così drasticamente anche il RISCHIO DI MALATTIA, consiste nell’applicare sul cellulare il nanoprocessore SKUDOWAVE.

L’innovativo nanoprocessore SKUDOWAVE è un “utilissimo” sistema di prevenzione in quanto è certo che “non può esserci alcun danno alla salute (malattia) se non è prima preceduto da un’alterazione biologica”, come affermato anche dal Dott. Fiorenzo Marinelli, biologo e ricercatore del CNR di Bologna e dalle piu’ importanti Autorità Scientifiche a livello internazionale.