Perché le case produttrici non inseriscono Skudowave nei cellulari

Perché le case produttrici non inseriscono Skudowave nei cellulari

Quando il Produttore Edil Natura ha fatto testare il nanoprocessore Skudo® negli Stati Uniti, due giganti della telefonia si sono interessati al prodotto al punto da portarlo ad un’importante fiera del settore: le reazioni del pubblico sono state entusiastiche.

A seguire è intervenuto lo studio legale di queste compagnie che ha sconsigliato l’applicazione nei telefoni del nanoprocessore Skudo®  in quanto lo stesso risultava “in grado di ridurre notevolmente il danno al DNA emesso dal cellulare” e, applicandolo all’interno, significava confermare tutto ciò da parte di chi generava il danno, ossia i produttori di telefonini (anche se dal canto loro si erano tutelati inserendo nel foglio illustrativo la precauzione di tenere il cellulare ad almeno 1 cm dal corpo).

Vi era quindi il rischio di una Class Action da parte di tutti coloro che avevano acquistato il telefonino. È stata allora esaminata la possibilità di modificare la dicitura da “danno” a “disturbo” ma, dato che i certificati parlavano chiaro, ossia di “danno”, confermato anche dalla PET,  il rischio era troppo alto.

Su quali apparecchiature si può utilizzare skudowave

Su quali apparecchiature si può utilizzare skudowave

Skudo®Wave è utilizzabile anche sulle apparecchiature elettriche e/o elettroniche (computer, mouse, sistemi Wi-Fi, modem, tablet, auricolari bluetooth, elettrodomestici da cucina, ecc.) che emettono campi elettromagnetici di bassa-media entità (fino a 0,2 microTesla di induzione magnetica e fino a 100 V/m di campo elettrico).

Skudowave è attivo solo nel punto in cui viene applicato?

Skudowave è attivo solo nel punto in cui viene applicato?

Skudo®wave è attivo sull’intero dispositivo perché va a influire sugli atomi dell’apparecchiatura con i quali viene a contatto direttamente e, poi, tutti gli altri atomi immediatamente vengono “informatizzati” dai primi; si utilizza quindi l’effetto di trasmissione “a cascata”.

Ecco perché, per esempio, quando si applica un nanoprocessore su un angolino del computer, immediatamente tutta la “massa” ne assume gli “ordini”. Tale sistema è meglio definito scientificamente “a cascata quantica”.

Così operando, facciamo in modo che gli elettroni presenti nella materia che compone il telefonino non diventino caotici (ciò avviene prevalentemente quando lo spin globale dell’elettrone è levogiro) e, per quanto è possibile, tendano a essere in equilibrio con le Leggi Fondamentali della Natura.

TRIBUNALE FIRENZE SENTENZA SUL DANNO DEL CELLULARE

TRIBUNALE FIRENZE SENTENZA SUL DANNO DEL CELLULARE

2017 APRILE 25 – TRIBUNALE DI FIRENZE – SENTENZA MAURRI
MALATO per l’uso del cellulare, condannata l’inail

Inail condannato a versare un indennizzo sotto forma di rendita vitalizia al signor Alessandro Maurri, fiorentino, 60 anni appena compiuti, al quale il Tribunale di Firenze ha riconosciuto un 16% di invalidità derivante dal tumore causato dall’uso del cellulare. link articolo

Skudowave non è un prodotto schermante

SkudoWave NON è un “prodotto schermante” in quanto non agisce come un sistema per la riduzione dei campi elettromagnetici artificiali perché, se così fosse, come affermato anche dall’ISS (istituto Superiore di Sanità) , il danno arrecato dalla batteria sarebbe ancora maggiore in quanto costringerebbe il telefonino a ricercare continuamente nuove celle alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’intensità delle onde elettromagnetiche.

La conferma viene anche dall’ISS (istituto Superiore di Sanità) che in merito all’efficacia dei “prodotti schermanti”, precisa: “Sono stati messi in commercio molti dispositivi che pretendono di ridurre le esposizioni dovute ai telefoni cellulari. Le prove effettuate hanno mostrato che in genere questi non funzionano come reclamizzato. Le cosiddette “schermature” in genere interferiscono con il corretto funzionamento del telefono, costringendolo ad aumentare la potenza, con un conseguente aumento – anziché una riduzione – dell’esposizione”.

Bisogna quindi diffidare dai prodotti che agiscono sulla riduzione delle radiofrequenze perché, oltre a interferire con la funzionalità del telefono stesso (se diminuisco le radiofrequenze rendo difficoltoso il telefonare), innescano un danno maggiore in quanto costringono la batteria ad una maggiore attività con il conseguente aumento del campo elettromagnetico generato dall’instabilità degli elettroni.